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Pensioni, riforma Bail IN per le novità riforma pensioni dovrebbe dare l'esempio come ci si dovrebbe comportare

Il voto di oggi 16 febbraio sul bail in potrebbe essere significativo anche per cambiamenti pensionistici: cosa significa e come lavora l’esecutivo italiano




Dovrebbe essere votata oggi, martedì 16 febbraio, da Pd, M5S, Scelta Civica una mozione parlamentare del Pd per rivedere la novità del bail in, spinta da Bruxelles. Il Bail In è un meccanismo che prevede che, per il salvataggio di una banca in forte crisi, a pagare siano innanzitutto gli azionisti dell'istituto stesso. Insieme agli azionisti, che potrebbero vedere azzerarsi il valore delle proprie azioni, a rischiare, in caso di forte difficoltà della banca, sono anche i titolari di obbligazioni convertibili in azioni emesse dall'istituto bancario in crisi; di obbligazioni subordinate e alle altre obbligazioni non garantite; e di conti deposito e conti correnti superiori ai 100mila euro.

La Banca di Italia, però, ha spiegato che le regole del Bail In dovrebbero essere cambiate, perchè si tratta di un sistema di salvataggio che potrebbe aumentare i rischi di instabilità a causa della crisi delle singole banche. Ciò che si chiede è dunque di rivedere modalità e tempi di applicazione di tale meccanismo. Il bail in lascia, però, perplessi non solo Banca di Italia, ma anche premier e ministro dell’Economia. Come confermano le ultime notizie, si tratta di un ultimo passo dell’esecutivo che sembra andare contro le indicazioni di Bruxelles, cosa che però non accade con le pensioni.

Ed è l’ennesima dimostrazione di come quando si vuole effettivamente qualcosa si fa per cambiare quanto imposto da Bruxelles, il che significherebbe che sulle pensioni potrebbe ancora non essere forte la volontà politica di agirvi concretamente, altrimenti si sarebbe percorsa una strada di lavoro differente. Bruxelles, infatti, da sempre si dice contraria a cambiamenti pensionistici eppure per il nostro Paese si tratta di una legge troppo rigida che dovrebbe essere modificata anche in virtù del rilancio dell’occupazione giovanile, la stessa, tra l’altro, che Bruxelles preme per risolvere, non rendendosi conto però del fatto che proprio quei sistemi di prepensionamento proposti, vale a dire quota 100 o mini pensione o anche uno dei metodi in prova, punterebbero proprio a questo.

Anzi, avrebbero il duplice vantaggio sia di rilanciare l’occupazione giovanile, sia di accumulare, sul lungo periodo, nuovi risparmi, derivanti dalle penalità imposte da ogni sistema di uscita prima. E sarebbe modifiche importanti visto anche che il sistema pensionistico italiano è stato ufficialmente dichiarato tra i più rigidi, se non il più rigido, d’Europa, confrontato con quelli degli altri Paesi: presuppone aumenti dell’età pensionabile che, dovendo arrivare fino alla soglia di uscita di 70 anni, potrebbero rivelarsi quasi impossibili da raggiungere per la maggior parte dei lavoratori italiani. Guardando al quadro completa della situazione, è possibile dire che il caso di Bail In, e di contrarietà alle indicazioni di Bruxelles, potrebbe diventare esemplare anche per eventuali modifiche delle pensioni.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il