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Novità pasticciate pensioni da Stato Centrale, mentre novità pensioni ben fatte localmente già in vigore

Mentre lo Stato continua a temporeggiare e rinviare soluzioni pensionistiche universali, le regioni continuano a muoversi in autonomia con singole leggi. I casi




Lo Stato continua a temporeggiare e a rinviare la definizione di novità per le pensioni che, come testimoniano le ultime notizie su disoccupazione giovanile ma anche condizione dei pensionati stessi, stanno diventando sempre più urgenti e necessarie. Finora sono stati messi a punto solo singoli cambiamenti ma mai un piano di modifica a 360 gradi e valido per tutti. Ipoteticamente le misure di revisione dell’attuale legge pensioni a 360 gradi ci sarebbero, tra piano pensioni dell’Istituto di Previdenza e tagli assistenziali, ma non vengono approvate. Con i singoli cambiamenti realizzati finora, però, vengono solo spese risorse che invece potrebbero essere investite in ulteriori cambiamenti positivi per le pensioni stesse. E tutto questo mentre il debito pubblico italiano continua a salire.

In contrapposizione a questo quadro ‘nazionale’ piuttosto confuso e complicato, le novità messe a punto da singole regioni e Comuni volti a modifiche delle norme previdenziali esistenti, nonché di quelle a favore dei meno abbienti.  Le ultime notizie in tal senso sono arrivate qualche settimana fa dalla Puglia, dove è stato approvato nuovo sistema di contrasto alla povertà e da cui il Consiglio dei Ministri ha preso spunto per la definizione di una misura nazionale, sostenuta anche dall'Istituto di Previdenza, che lo ha giudicato molto positivamente. Potrebbe essere infatti il preludio all’assegno universale.

Ma la Puglia è solo l’ultima regione in ordine di arrivo ad aver approvato un sistema del genere: in Friuli Venezia Giulia, ma anche in Molise, na Trento, e in Lombardia è stato introdotto l’assegno universale, per i residenti della Regione, prevedendo condizioni e importi differenti a seconda delle realtà in cui è stato introdotto.

In Trentino Alto Adige è stato invece definito un bonus mensile da erogare insieme allo stipendio, dedicato alle famiglie nelle quali sia madre che padre decidono di dedicare tempo alla cura dei figli usufruendo dei congedi parentali previsti dai contratti di lavoro. E’ stato un progetto sperimentale per le famiglie della Provincia di Bolzano da cui l’esecutivo potrebbe trarre esempio, recuperando risorse economiche dal taglio dei vitalizi d’oro dei politici a sostegno delle famiglie.

Spostandoci, poi, in Piemonte, il presidente Chiamparino ha definito un piano di anticipo della pensione per gli over 50 cui mancano pochi anni al raggiungimento della pensione che riceverebbero un prestito da restituire in parte, però, una volta maturati i requisiti richiesti; mentre in Sicilia è stato approvato il piano quota 100 per i dipendenti in esubero della Regione; e in Calabria un accompagnamento alla pensione per i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato della Regione che, fino al raggiungimento dei requisiti pensionistici, prevede l’erogazione di un’indennità in cambio dell’uscita dal lavoro e della creazione di nuovi posti di lavoro per i più giovani.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il