Etf sulle borsa turca, cinese e coreana crescono. Quali i motivi? Conviene investire?

Azionario Turchia, Corea e Cina, ecco gli Etf che salgono di più oggi a Piazza Affari



Azionario Turchia, Corea e Cina, ecco gli Etf che salgono di più oggi a Piazza Affari. Si va dal 4,3% circa del Etf Turkey Lyxor al 2,05 dell'Etf Hsci Lyxor, in ogni caso un avvio di ottava decisamente positivo per i paesi emergenti. Considerando le loro caratteristiche, alto beta rispetto all'indice mondiale, quindi elevata capacità di apprezzarsi in fasi di borsa positiva e rischio di grossi ribassi in fasi di borsa negativa, il fatto che siano questi indici a salire potrebbe essere preso come un segnale di fiducia da parte del mercato nelle possibilità di apprezzamento futuro dei listini azionari in generale.

Le ragioni che ispirano questo ritorno di positività dei mercati sono presto dette: l'economia continua ad inviare segnali di forza sia nelle aree geografiche più evolute sia nei paesi emergenti, sorprendendo in molti casi le attese degli economisti. I mercati continuano a scontare utili prospettici in crescita, ulteriori allargamenti della domanda grazie al rapido miglioramento delle condizioni nei paesi emergenti (cosa che si riflette nei listini locali, basta citare ad esempio i nuovi massimi storici raggiunti nella scorsa ottava dall'indice della borsa brasiliano, da quello della borsa ceca e da quello coreano, per citarne solo alcuni), e confidano che l'operato delle banche centrali sarà tale da evitare lo scoppio di pericolose bolle.

Negli Usa l’Institute for Supply Management ha annunciato che l’indice ISM dei servizi è salito nel mese di giugno a 60,7 punti dai 59,7 punti del mese precedente. Le attese degli analisti erano fissate su una flessione a 58 punti. Sempre negli Usa il Dipartimento del Lavoro ha reso noto che l’amministrazione Bush ha creato nel mese di giugno 132 mila nuovi impieghi, superiori alle attese degli analisti che si aspettavano un valore di 120 mila. E’ stato rivisto al rialzo il dato del mese precedente, portato a +190 mila nuovi posti di lavoro. Inoltre è stato comunicato che il salario orario è avanzato dello 0,3%, in perfetta linea con le stime degli addetti ai lavori. In Germania gli ordini industriali sono aumentati a maggio del 3,2% su base mensile, ben oltre le attese che erano per una crescita dello 0,5%. Il dato del mese precedente è stato rivisto a -1,6%. Difficile a fronte di questi dati immaginare una situazione pesantemente ribassista per le borse.

In aggiunta a queste cifre, che in ogni caso dipingono una situazione ormai passata, ci sono le parole dei banchieri centrali che tranquillizzano i mercati: nella conferenza stampa successiva alla scelta del Consiglio Direttivo della BCE che ha deciso di mantenere i tassi d’interesse invariati al livello del 4%, il numero uno dell'istituto di Francoforte, Jean Claude Trichet, ha sottolineato come sarà necessario un attento controllo sull'andamento dell'inflazione perché esistono ancora dei rischi a medio termine sulla stabilità dei prezzi. Queste parole non fanno altro che confermare le attese degli investitori secondo cui la BCE è intenzionata ad incrementare il costo del denaro di 25 punti base nel mese di settembre, portando i tassi dal 4% al 4,25%, riducendo così il differenziale con quelli americani fermi al 5,25%. Ma il pensiero dominante è che la politica degli interventi preventivi sia una buona cosa, un elemento in favore del perdurare della ripresa, e non un tentativo di soffocarla.

Per quello che riguarda in particolare il Lyxor ETF Turkey (DJ Turkey Titans 20) si tratta di un Fondo di diritto francese, gestito dalla Lyxor Int. A.M. (gruppo Société Générale), che ha l’obiettivo di replicare la performance dell’indice benchmark di riferimento (Dow Jones Turkey Titans 20) grazie ad una
“gestione passiva” e ad un particolare meccanismo di funzionamento denominato “creation/redemption in kind”. Eventuali proventi periodici (c.d. “dividendi”) vengono distribuiti 1 volta all’anno. L’indice benchmark e' il “Dow Jones Turkey Titans 20”, composto dalle 20 azioni più capitalizzate e liquide della borsa turca. La metodologia di calcolo limita la ponderazione di ciascuna azione ad un massimo del 10%.

Del resto con il rialzo di venerdi' scorso l'MSCI Turkey e' arrivato a mettere alla prova i precedenti massimi storici di febbraio 2006. Il superamento di questa soglia servirebbe a decretare la fine della fase di correzione iniziata dal top del 2006 e la ripresa della tendenza rialzista di lungo termine. Pericolosa invece la mancata rottura dei massimi del 2006, dalla quale potrebbe nascere una flessione anche rapida. Meglio quindi pazientare, lavorando solo sul breve termine ai prezzi attuali, ed attendere una marcata rottura dei massimi (per il Lyxor ETF Turkey la rottura di quota 50, quota 31 per l'Etf Msci Turkey Ishares), meglio se confermata anche in chiusura di ottava (quindi dai prezzi di venerdi' prossimo) prima di prendere posizioni strategiche.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il