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Pensioni, elezioni presidente Confindustria e novità che potrebbe portare

Cosa significherà l’elezione del nuovo presidente di Confindustria e quali conseguenze per cambiamenti pensionistici da definire




Confindustria ha da tempo aperto alla necessità di realizzare novità per le pensioni: il suo presidente Giorgio Squinzi si è sempre dichiarato favorevole alla modifica dell’attuale legge, soprattutto in riferimento ai requisiti richiesti per andare in pensione, perché troppo elevati e che bloccano il rilancio dell’occupazione giovanile, contribuendo solo all’invecchiamento della forza lavoro. E, dopo un temporaneo dietrofront, quando la stessa associazione degli industriali dalle modifiche pensionistiche era passata al dichiarare appoggio al piano del premier di taglio delle tasse innanzitutto, le ultime notizie continuano comunque a riportare l’appoggio di Confindustria a cambiamenti pensionistici per una ristrutturazione della competitività e della produttività aziendale, che porterebbero al conseguente rilancio dell’economia generale, passando da quello dell’occupazione giovanile.

Un ruolo centrale in questo percorso potrebbe continuare ad averlo Confindustria che si avvia all’elezione del nuovo presidente. Quattro i candidati alla successione di Squinzi: Alberto Vacchi, numero uno degli industriali bolognesi; Vincenzo Boccia, ex presidente della Piccola Industria; Aurelio Regina, già presidente di Unindustria e Confindustria Lazi;, e Marco Bonometti, presidente degli industriali di Brescia. Tutti illustri personalità su cui non si possono fare pronostici, considerando le spaccature che stanno già provocando, tanto che si sta lavorando per trovare accordi.

Il prossimo 17 marzo, dopo la presentazione ufficiale delle candidatura, ogni candidato dovrà illustrare il proprio programma davanti al Consiglio generale e il voto è fissato per il 31 marzo. Il 28 aprile si voterà la squadra del presidente designato e il 25 maggio sarà eletto il nuovo presidente che resterà in carica quattro anni. Fino ad allora dunque ci sarà tempo per la definizione di programmi e misure per la conquista dei voti e dei consensi e che, in tema di lavoro e rilancio economico, non potranno certo prescindere dal tema previdenziale.

E' possibile e quanto mai prevedibile infatti che puntando innanzitutto alla realizzazione di provvedimenti che sappiano innanzitutto portare ad una crescita economica, si possa partire proprio dalle pensioni e dal dover puntare su forza lavoro giovane per conseguire obiettivi di crescita e sviluppo, il che implicherebbe quasi necessariamente la definizione di piani pensioni che permettano ai lavoratori più anziani di andare in pensione prima in modo da lasciare spazio ai giovani.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il