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Pensioni novità su pensioni anticipate, ricongiunzioni, vitalizi tra conferme e smentite oltre pensioni reversibilità

Facciamo il punto sulle ultime notizie relative alle pensioni di reversibilità. Il riordino interessa i trattamenti assegnati in base al reddito.




Le novità pensioni sono strettamente legate alle ultime notizie che arrivano sul fronte della reversibilità. Tuttavia, appare evidente come non ci sia sufficiente chiarezza per comprendere quale direzione sta cercando di prendere Palazzo Chigi. Sono potenzialmente interessati dall'azione di riordino tutte le prestazioni assistenziali e previdenziali attualmente legate al reddito: esclusi in modo esplicito solo i trattamenti di invalidità. Una clausola esclude esplicitamente i trattamenti in essere dall'applicazione degli eventuali nuovi requisiti: dunque le novità che saranno decise riguarderanno solo chi presenterà la domanda in futuro.

Gli eventuali risparmi derivanti dall'opera di razionalizzazione saranno destinati a finanziare in misura aggiuntiva il nuovo sussidio per le famiglie povere che ha già una dotazione di 600 milioni di euro. I tempi della riforma dovrebbero essere abbastanza brevi: dopo l'approvazione della legge delega da parte del Parlamento il governo avrà sei mesi di tempo per mettere a punto i decreti legislativi che conterranno le nuove regole in dettaglio. D'altronde era da mettere in conto una revisione dei criteri relativi agli assegni di reversibilità. Cambiamenti all'orizzonte si prospettano anche ricongiunzioni e cumulo. Palazzo Chigi è alla ricerca di quelle risorse necessarie per mettere mano sulle pensioni in senso propositivo.

Non hano trovato spazio per mancanza di coperture economiche le proposte di introdurre le mini pensioni per consentire agli over 55 senza lavoro di congedarsi con un aiuto economico dello Stato da restituire integralmente in piccole rate e senza interessi, così come quella di permettere il ritiro a 62 anni di età con 35 anni di contributi versati, secondo una tabella di incentivi e disincentivi non superiore in entrambi i casi all'8%. Nessun spazio per il ritorno di quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione così come per il ricalcolo dell'assegno per tutti i lavoratori in attività con il metodo contributivo.

Il tutto mentre fa discutere la nuova ordinanza all'Alta Corte sul decreto varato per risarcire parte dei pensionati della mancata rivalutazione pensionistica disposta dalle attuali norme previdenziali: è la seconda nel giro di pochi giorni. Dopo quella del tribunale di Palermo di fine gennaio, infatti, è ora il tribunale di Brescia a impugnare il provvedimento e a rimettere gli atti alla Consulta, sollevando questione di costituzionalità sulla norma. E un'ulteriore istanza pende di fronte al tribunale di Verona. Nel mirino dei ricorsi il decreto del governo che aveva restituito solo in parte la mancata rivalutazione per gli anni 2012 e 2013, decisa dall'esecutivo Monti.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il