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Indulto e amnistia: evasioni dal carcere continuano ad aumentare, mentre i provvedimenti tardano bloccati

Sono attese novità dalla commissione Giustizia a Palazzo Madama sui disegni di legge su amnistia e indulto, ma è ancora emergenza carceri.




Questa è la settimana dell'esame congiunto dei disegni di legge su amnistia e indulto da parte della commissione Giustizia a Palazzo Madama. Il passaggio in Aula, tuttavia, non è imminente. Ma Questa è anche la settimana dell'ennesimo caso carceri in Italia e di alcuni numeri messi all'attenzione dell'opinione pubblica. Diciassette casi di evasione dal carcere tra il 2013 e il 2015, per un totale di 21 detenuti evasi. I dati sono del Dipartimento amministrazione penitenziaria. Alcune delle evasioni ci sono state proprio a Rebibbia dove sono fuggiti i due romeni protagonisti delle cronache di questi giorni, saliti poi su un bus.

La loro stessa tecnica fu usata il 12 febbraio 2014 dai detenuti Giampiero Cattini e Sergio Di Paolo, in prigione per reati legati alla droga, che segano le sbarre della loro cella e riescono a scappare utilizzando delle lenzuola annodate. Prima di evadere, però, lasciano un biglietto di scuse alla direttrice del carcere. Verranno catturati tutti e due. L'ultima evasione, nel carcere romano, risale allo scorso ferragosto quando un giovane scappò mentre stava per essere sottoposti ad alcuni accertamenti sanitari all'ospedale Pertini. Anche lui viene preso.

Ma la fuga più clamorosa, sempre a Rebibbia, è datata 1986. L'estremista nero Gianluigi Esposito e del criminale franco-tunisino André Bellai che che si aggrapparono ai pattini di un elicottero della CroceRossa, rubato e guidato da due complici, e fuggirono. Il velivolo fu ritrovato qualche ora più tardi, ma dei due nessuna traccia.

In questo contesto è arrivato un invito a "valutare serie e significative iniziative di protesta", compresa "la sospensione delle indebite attività di supplenza dei magistrati", in relazione "al permanere della grave situazione di carenza di organico del personale amministrativo e della mancata revisione delle piante organiche, vista la persistente inerzia del ministero". Questo il mandato che il Comitato direttivo dell'Anm, in scadenza di mandato delega ai suoi successori, che saranno eletti a marzo.

In un documento approvato nell'ultima riunione, si sollecita anche il Csm a intervenire su carichi di lavoro e ferie, "per assicurare una disciplina uniforme sul territorio nazionale" e il legislatore "a un intervento normativo sulla sospensione dei termini per il deposito delle sentenze in periodo feriale". In particolare, l'Anm sollecita il Csm a intervenire con "una proposta concreta sui carichi di lavoro che siano predeterminati e rapportati a parametri nazionali".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il