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Disoccupazione 2016: come funzionano, durata e quali sono sussidi disoccupazione.Come fare e cosa fare se si è disoccupati

Naspi, Asdi e Dis Coll per i disoccupati 2016: chi può richiedere quale sussidio e per quanto tempo può fruirne




La Naspi, indennità di disoccupazione che dall’anno scorso ha sostituito l’Aspi, può essere richiesta dai lavoratori che hanno perso involontariamente la propria occupazione e che attestano di essere in reale stato di disoccupazione; dai lavoratori che hanno maturato almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni di lavoro e 18 giornate effettive di lavoro negli ultimi 12 mesi. Sono esclusi dalla Naspi i dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni e gli operai agricoli a tempo determinato o indeterminato, categorie tutelate dalla propria regolamentazione.
 
La Naspi può essere richiesta anche dai lavoratori del settore turistico o degli stabilimenti termali per gli eventi di disoccupazione verificatisi entro il 31 dicembre 2015, e colf e lavoratori domestici , a domicilio, dipendenti con periodi di lavoro estero, lavoratori caratterizzati da neutralizzazione con contribuzione di interesse molto datata e agricoli, che abbiano almeno cinque settimane lavorate, intese come settimane con un minimo di 24 ore di lavoro retribuito.

Se la retribuzione mensile della Naspi è pari o inferiore a 1.195 euro mensili, rivalutata annualmente sulla base della variazione dell'indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell'anno precedente, l'indennità mensile è pari al 75% della retribuzione, mentre se è superiore al predetto importo, l’indennità è pari al 75% del predetto importo incrementato di una somma pari al 25% del differenziale tra la retribuzione mensile e il predetto importo. In ogni caso non può superare i 1.300 euro mensili. La domanda deve essere inviata all’Inps via online entro i 68 giorni successivi dalla conclusione del rapporto di lavoro e dura per due anni.

L'Inps, con messaggio del 4 febbraio 2016, ha  precisato che le indennità di disoccupazione Naspi e le prestazioni integrative del salario sono interamente cumulabili con i compensi derivanti dallo svolgimento di lavoro occasionale di tipo accessorio nel limite complessivo di euro 3.000 per anno civile rivalutabile annualmente sulla base della variazione dell’indice Istat. Per i compensi che superano il predetto limite di 3.000 euro per anno civile, deve essere applicata la disciplina ordinaria sulla compatibilità ed eventuale cumulabilità parziale della retribuzione con la prestazione di disoccupazione.    

Chi percepisce la Naspi è tenuto a comunicare all’Inps entro un mese rispettivamente dall’inizio dell’attività di lavoro accessorio o, se questa era preesistente, dalla data di presentazione della domanda di Naspi, il compenso derivante dalla predetta attività. Se trascorso il periodo di fruizione della Naspi, il lavoratore disoccupato non avesse trovato ancora un’altra occupazione, si può ancora richiedere l’Asdi, il nuovo assegno di disoccupazione. Anche questo sussidio deve essere richiesto in via telematica all’Inps dal primo giorno successivo al termine della Naspi ed entro 30 giorni. L’Asdi ha una durata di sei mesi, il suo importo è pari al 75% dell’importo Naspi percepito e non può essere superiore a quello dell’assegno sociale, e prevede anche eventuali bonus se si hanno figli a carico. In particolare, il bonus è pari a 89,70 euro per un figlio; a 116,60 euro per due figli; a 140,80 euro per tre figli; a 163,30 per quatto o più figli.
   
Per richiedere l’Asdi, il lavoratore deve dimostrare di partecipare ai corsi di formazione, di orientamento e di ricerca attiva di nuova occupazione, proposti dai competenti Servizi per l’impiego e sarà erogato in base all’ordine cronologico di presentazione della domanda. Nel caso in cui le risorse si esaurissero, l’Istituto non prenderà in considerazione ulteriori richieste, fornendo immediata comunicazione anche attraverso il proprio sito internet.

Il Dis Coll può essere richiesto, invece, dai lavoratori che hanno un rapporto di lavoro di collaborazione, Co.Co.Pro. e iscritti alla gestione separata dell'Inps e per riceverlo il lavoratore deve presentare la domanda all’Inps entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di collaborazione coordinata allegando anche la dichiarazione di disponibilità al lavoro. L’assegno verrà erogato dopo aver verificato l’idoneità del richiedente e non prima di 8 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Anche in questo caso l’importo non può superare il 1300 euro mensili e si calcola in base al reddito medio mensile.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il