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Pensioni su sostegni e detrazioni è novità vera per rilanciare mini pensioni, quota 100 non vedove pensioni

Isee come criterio da seguire per la definizione di prestazioni assistenziali e pensioni alle vedove: qual è la verità su cosa si farà?




Dopo giorni di polemiche e allarmismi sulla novità pensioni che interesserebbe una revisione delle erogazioni alle vedove sono arrivate le prime smentite. Le ultime notizie di questi giorni hanno infatti riportato l’intenzione dell’esecutivo di mettere mano alle pensioni erogate a favore dei coniugi superstiti con tagli e agganciamenti di tali prestazioni non in base ai contributi effettivamente versati ma in base all’Isee. Ma secondo esponenti dell’esecutivo il discorso non sarebbe affatto questo: nel testo di legge messo a punto, infatti, non si parlerebbe di tagli alle pensioni alle vedove ma su detrazioni e sostegni da cui ricavare risorse economiche da destinare all’approvazione di successivi cambiamenti positivi come quota 100 o mini pensioni.

Per il presidente dell’Istituto di Previdenza Boeri si tratta di una misura inutile, innanzitutto perché il calcolo di tali assegni viene già eseguito sulla situazione reddituale del coniuge superstite, sia perché si considera già la speranza di vita del superstite. Il consiglio è dunque quello di rivolgere attenzione, tagli e revisioni ad altre prestazioni, chiarendo cosa intendeva quando aveva parlato di tagli non per fare cassa ma per raggiungere equità sociale, parlando dei 5 miliardi di euro spesi per circa il 40% dei più ricchi. Misure che sono state confermate dal ministro del Lavoro quando ha parlato della necessità di reperire fondi all’interno dello stesso sistema previdenziale.

Il presidente dell’Istituto di Previdenza nel suo ultimo intervento ha ribadito che non sono le pensioni alle vedove quelle che creano distorsioni, ma le piuttosto le pensioni sociali che si potrebbero distribuire meglio agganciandole all’Isee invece che al reddito individuale. Comunque il criterio migliore da usare per la riorganizzazione dell’erogazione di prestazioni assistenziali resterebbe comunque l’Isee.

Ciò che rende libero Boeri di dichiarare questo è il fatto di non essere vincolato ad alcuna elezione imminente, situazione decisamente diversi per esponenti dell’esecutivo che, annunciando tagli in base all’Isee, certamente creerebbero timori in non pochi italiani. Ci si chiede, dunque, cosa si farà realmente e quali saranno gli effettivi sostegni da rivedere in base all’Isee, nella speranza che si guardi anche oltre, e vale a dire alla revisione degli elevati vitalizi dei politici piuttosto che continuare a ‘colpire’ i comuni cittadini.

In questo qaudro di rinnovamento, volto a rendere più equo e sostenibile il nostro sistema previdenziale, dovrebbe rientrare anche l'organizzazione dell'Istituto di Previdenza stesso. Lo stesso presidente starebbe mettendo a punto una sua rivoluzione per prevedere riduzione delle spese; servizi online e nascita di un fascicolo unico per ogni utente che contenga la sua storia contributiva e monitori la sua interazione con l’Istituto; multicanalità e digitalizzazione del rapporto con i cittadini, in modo da rendere l'Istituto il principale consulente dei contribuenti, ma anche accentramento e separazione tra le funzioni di governo, di competenza della sede centrale, e le funzioni di fornitura dei servizi, che saranno riservate alle sedi regionali, provinciali e locali dell’Istituto stesso.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il