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Pensioni dichiarazioni, posizioni e novità Renzi, Padoan, Damiano,Boeri e Pd, Lega, M5S, Forza Italia pensioni superstiti e vedovi

Non decollano le novità pensioni sia per ragioni economiche e sia per motivazioni di carattere esclusivamente politico.




Non solo non c'è convergenza di vedute sulle novità pensioni da introdurre in tempi relativamente brevi per correggere l'attuale legge previdenziale, ma le ultime notizie riferiscono come il dibattito rischia di scivolare in secondo piano. Tra i più attivi ci sono sempre stati Tito Boeri, presidente dell'Istituto nazionale della previdenza sociale, e Cesare Damiano, a capo del gruppo ristretto sulle pensioni a Montecitorio. Ebbene, il primo sembra per ora doversi arrendersi rispetto alle ostilità di Palazzo Chigi e cambiare le norme in corso. Fino a questo momento le proposte dell'assegno universale, dell'unificazione dei trattamenti, dell'armonizzazione dei regimi, delle uscite con penalizzazioni economiche meno gravose sono cadute a vuoto.

Da parte sua, Damiano sta cercando di mantenere vivo il tema delle pensioni, ma i risultati raccolti sono per ora al di sotto delle aspettative. La proposta centrale prevede il ritiro anche 62 anni di età con 35 anni di contributi versati con penalizzazione e incentivo massimo dell'8%. Niente da fare, anche per l'evidente contrarietà di Pier Carlo Padoan, ministro dell'Economia, per l'introduzione delle mini pensioni per consentire agli over 55 senza lavoro di congedarsi con un aiuto economico dello Stato da restituire in piccole rate e senza interessi, così come di quota 100, intesa come somma di età anagrafica e anni di contribuzione così come per il ricalcolo dell'assegno per tutti i lavoratori in attività con il metodo contributivo.

E a poco sta servendo l'appoggio della Lega per quota 100, di Forza Italia per l'innalzamento degli assegni minimi e e del Movimento 5 Stelle per l'assegno universale. Il governo sta per ora rallentando sui cambiamenti alle pensioni, approfittando anche della divisione all'interno dello stesso Partito democratico. Al centro delle ultime notizie c'è adesso la reversibilità ovvero la pensione ai superstiti. In buona sostanza è il trattamento riconosciuto agli aventi diritto del lavoratore o del pensionato defunto, in quanto a suo carico. Si tratta nella maggioranza dei casi di donne, che per la loro maggiore longevità sopravvivono di solito al coniuge.

Oggi la prestazione, per il coniuge è il 60% della pensione del defunto, è ragguagliata al reddito nelsenso che è decurtata, fino alla metà, in relazione a redditi già percepiti dall'avente diritto. In futuro potrebbe essere legata alla situazione economica complessiva. Nel disegno di legge delega la pensione di reversibilità, ora legata al reddito, sarebbe legata all'Isee, l'indicatore che tiene conto non solo dei guadagni ma del patrimonio (polizze, risparmi, case) del superstite e di quanto numerosa sia la sua famiglia.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il