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Pensioni novità pensioni anticipate, ricongiunzioni, quota 41 da La7 della Gabbia e Mi Manda Rai tre

Sono le ultime notizie sulle novità pensioni che arrivano dalle trasmissioni televisive d'attualità a rivelare come il dibattito sia molto acceso.




Ci sono sempre le novità pensioni al centro delle trasmissioni d'attualità. È successo ieri sera sia su La7 nel corso della Gabbia, l'appuntamento serale del mercoledì condotto da Gianluigi Paragone, il cui titolo della puntata è emblematico ("Più tasse meno pensioni"), e sia nel corso di Mi manda Rai Tre. In fin dei conti, basta scorrere le ultime notizie per rendersi conto come siano irrisolte ancora molte questioni, rispetto a cui mancano risposte e la politica sta prendendo tempo. Non si stanno rivelando sufficienti i tanti studi sulla difficoltà sociale attraversata da chi vorrebbe congedarsi dal lavoro ma non può farlo per via dell'aumento dell'età pensionabile e per le eccessive penalizzazioni a carico di chi decide di uscire prima.

L'attenzione della trasmissione La Gabbia è stata concentrata soprattutto sui vitalizi. In particolare è emerso come la legge approvata dal parlamento presenti numerosi buchi. Nel caso dei deputati e dei senatori condannati, basta la riabilitazione, strumento giuridico che non cancella la condanna ma le pene accessorie, per continuare a riscuotere l'importo. Non solo, ma vengono restituiti anche gli arretrati. A essere coinvolti sono soprattutto i parlamentari della prima Repubblica condannati in via definitiva nell'ambito dell'inchiesta Mani Pulite. La maggior parte di loro, come è emerso nel corso del servizio mandato in onda ieri sera, ha presentato regolare ricorso per chiedere quanto dovuto.

Naturalmente al centro della discussione ci sono stati anche gli assegni di reversibilità e il presunto taglio che l'esecutivo opererebbe con il disegno di legge che li lega all'Isee. Sulla questione è intervenuto anche il presidente del Gruppo pensioni a Montecitorio, prospettando in effetti una riduzione per le vedove. Si ricorda come l'ex ministro del Lavoro stia da tempo lavorando sul fronte previdenziale per cercare di consentire ai lavoratori di uscire un po' prima rispetto ai requisiti ora in vigore. Nel dettaglio, vuole permettere il congedo anche a 62 anni di età e con 35 anni di contributi versati accettando una penalizzazione nell'assegno mensile dall'8%.

Solo al compimento di 66 anni e tenendo fermi i 35 anni di contribuzione si percepirebbe la pensione secondo i calcoli previsti dell'attuale legge previdenziale. Nell'agenda degli interventi ci sono anche la correzione alla norma sulle ricongiunzioni onerose e il miglior riconoscimento della peculiarità dei lavoratori precoci attraverso l'applicazione di quota 41 ovvero il raggiungimento di 41 anni di contribuzione senza tenere conto dell'età anagrafica.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il