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Pensioni i temi e novità più realisticamente presenti nelle novità riforma pensioni per priorità mostrate pubblicamente

Ancora aperto il dibattito pensionistico così come l’iter di approvazione della riforma della P.A., mentre sono cambiate Certificazione Unica e Partite Iva




E' interessante capire dai vari dibattiti quali sono le novità per le pensioni che emergono da cambiare non solo dai cittadini ma soprattutto da politici che così si espongono in qualche modo su queste tematiche e gli studiosi ed esperti che analizzano quelle per loro fondamentali da risolvere. E le ultime notizie e ultimissime sulle pensioni non sono le uniche tra le novità per le partita iva minima, ordinaria, forfettaria, la Certificazione Unica 2016 e la relativa proroga (e anche qui si susseguono novità e ultime notizie) e la riforma della pubblica amministrazione.

Pensioni: Sono diverse le novità per le pensioni che continuano a susseguirsi e tante anche le ultime notizie che continuano ad arrivare da trasmissioni televisive. Dalle ultime puntate de La Gabbia su La7 e Mi manda Rai Tre sono emersi diversi temi che l’esecutivo deve ancora affrontare per una revisione delle pensioni che vada nella giusta direzione, da una chiara definizione di taglio per i vitalizi dei politici, al clamoroso tema delle pensioni alle vedove che sta tenendo banco in questi giorni, non senza polemiche che sono state, al momento placate, dalle smentite del ministro del Lavoro, al piano di uscita con quota 41, alla necessità di rendere gratuita la ricongiunzione dei contributi previdenziali versati in differenti gestioni. E’ chiaro come, oltre ai piani di uscita prima, siano diverse le questioni previdenziali che meritano di essere risolte una volta per tutta.

Riforma Pubblica Amministrazione: Dopo l'approvazione in Consiglio dei Ministri, i primi decreti attuativi della riforma dalla P.A., che riguardano, tra gli altri, i licenziamenti per gli statali assenteisti, accorpamento dei Forestali nei Carabinieri, riordino delle partecipate, norme per la semplificazione e l’accelerazione dei procedimenti amministrativi, arrivano in Parlamento. Intanto, il ministro Madia ha incontrato i sindacati che hanno espresso dubbi sul decreto anti-furbetti e che sono perplessi anche sul taglio delle partecipate.

Certificazione Unica: Dallo scorso anno la Certificazione Unica ha sostituito il Cud e quest’anno dovrà essere compilata in un modello ordinario, che entro il prossimo 7 marzo deve essere inviato all’Agenzia delle Entrate, con tutti i dati necessari, compresi quelli necessari per il modello 770 Semplificato; e uno sintetico,che i datori di lavoro devono rilasciare ai propri dipendenti entro il 28 febbraio. La CU, a differenza del Cud, vale anche per i lavoratori autonomi. Per loro, però, la scadenza di invio della Cu dovrebbe essere prorogata, come già accaduto l’anno scorso, al 31 luglio e non sarà prevista alcuna sanzione. Questo rinvio è stato approvato nuovamente per permettere a chi di dovere di dedicarsi con maggiore attenzione alla predisposizione delle Cu che servono per la definizione del modello 730 precompilato. La novità di quest’anno è che sarà permesso importare i dati anagrafici del lavoratore dalla Cu dell’anno scorso in quella di quest’anno, con l’aggiunta del codice fiscale del coniuge che lo scorso anno poteva essere inserito anche successivamente ma che ha creato non pochi problemi. Altre novità riguardano l’inserimento di dati su Tfa ed erogazione del bonus da 80 euro. La Cu può essere richiesta in forma cartacea, rivolgendosi all’Inps o a qualsiasi Sportello Amico degli uffici postali, o anche online, o direttamente sul sito Inps seguendo la procedura, o via mail, sia tramite Pec che tramite posta elettronica ordinaria.

Riforma Partiva Iva minimi, forfettaria, ordinaria:  Il nuovo regime fiscale agevolato è entrato in vigore dal primo gennaio di quest’anno permettendo, a chiunque fosse in possesso dei requisiti richiesti, di accedervi. Il nuovo regime, che potremmo definire mix del vecchio regime dei minimi e del forfettario dell’anno scorso, prevede un’aliquota del 5% per guadagni fino a 30 mila euro e per i primi cinque anni di attività, trascorsi i quali si passerà all’aliquota del 15%, senza alcun limite temporale, ma a patto di mantenere sempre determinati limiti di guadagno. Nel caso in cui, infatti, un contribuente superasse la soglia stabilita, dovrà passare nel regime ordinario che prevede un’aliquota al 23% con il pagamento dell’Iva al 22%.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il