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Riforma pensioni, novità ultime ufficiali ancora mostrano novità pensioni anticipate, ricongiunzioni ferme per volontà politica

Si ritardano ancora gli interventi di modifica dell’attuale legge pensioni ma alcuni esponenti dell’esecutivo hanno ribadito che il problema non sono i soldi ma la volontà politica




Mentre sembra essersi placata la polemica legata all’erogazione delle pensioni ai coniugi superstiti e ai figli, pur non abbandono il progetto di revisione di tali erogazioni alle vedove attraverso altre strade, ulteriori novità per le pensioni sono emerse dalle ultime notizie sui presidi che si sono tenuti giovedì scorso a Montecitorio. Ancora una volta sembra essere emersa una verità già conclamata tempo fa e cioè che a bloccare l’attuazione di modifiche per le pensioni sia la mancanza reale della volontà politica, piuttosto che un problema di scarsi fondi e di soluzioni condivise che non si riescono a mettere a punto.

A ribadire di nuovo questa situazione è stato l’esponente del M5S Rizzetto che proprio in occasione dei presidi di giovedì, durante il suo intervento, ha spiegato che le condizioni per intervenire sulle pensioni ci sarebbero tutte, i soldi non sarebbero un problema, considerando anche che i piani di uscita prima da sempre ormai in ballo, da quota 100 a mini pensione, prevedono penalizzazioni porterebbero addirittura ad accumulare risparmi nel lungo periodo, ma ancora una volta la mancanza di volontà politica sì.

E si tratta, come detto, di un argomento già affrontato, quando in più occasioni l’esecutivo è riuscito a trovare le risorse economiche necessarie per l’attuazione di altri provvedimenti, dal bonus di 80 euro, ai soldi per l’acquisto di nuovi aerei militari, al bonus giovani, di cui però non si sa ancora nulla, alle risorse per rimborsare i pensionati, seppur in misura minore rispetto a quanto avrebbe dovuto, come deciso dalla Corte Costituzione che ha giudicato illegittimo il blocco delle perequazioni stabilito dall’ex esecutivo Monti.

Se Renzi e la sua squadra, come dichiaratamente fatto capire in diverse occasioni, avessero avuto la reale volontà di cambiare le pensioni, avrebbero certamente trovato modo e soldi per farlo, tanto che piccoli cambiamenti sono stati attuati, dalla cancellazione delle penalizzazioni per chi decide di uscire prima, anche se temporaneamente, alla staffetta ibrida, modificata in questi giorni ed estesa anche ai lavoratori della pubblica amministrazione, alla proroga delle norme per l’uscita prima delle donne. Tutti provvedimenti singoli e minimi per cui però i soldi sono stati trovati ma che hanno contribuito solo in parte a modificare le norme attuali.

Modifiche che, da una parte, permettono all’esecutivo di dire che qualcosa di concreto sulle pensioni è stato fatto ma che, dall’altra, certo non soddisfano tutte le richieste di cambiamento presentate nel corso di questi mesi da forze politiche e sociali. La domanda che vien da porsi è come mai si continui ancora a temporeggiare sull’approvazione di piani di pensione anticipata, dell’assegno universale così come della cancellazione delle ricongiunzioni onerose? Duplice potrebbe essere la risposta: o l’esecutivo tende comunque a dare priorità ad altri provvedimenti, anche questa situazione già verificatasi in altre occasione, o si attende la valutazione di Bruxelles in primavera per capire se saranno concessi o meno ulteriori fondi, e quindi l’appoggio a cambiare l’attuale legge pensioni che la stessa Bruxelles continua invece a chiedere di lasciare così com’è.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il