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Riforma pensioni, novità ultime su sostegni e detrazioni rivisti per evitare crollo sistema dopo novità negative pensioni INPS

Ancora negativi gli ultimi dati sui conti del’Istituto di Previdenza che allontanano sempre più l’attuazione i metodi di uscita prima




Mentre si discute di piani di uscita prima e altre eventuali novità per le pensioni e le ultime notizie riportano anche del progetto da parte del presidente dell’Istituto di Previdenza di riorganizzazione dell’Istituto stesso, in modo da rendere il nostro sistema previdenziale più equo e sostenibile, il rischio che inizia davvero a far paura è che non solo i sistemi di anticipare l’età pensionabile saltino ancora, rimandati di mese in mese, come accade già da un anno continuando a deludere i cittadini, ma che salti l’intera tenuta dell’Istituto di Previdenza. Ancora una volta i recenti dati ne riportano, infatti, dati allarmanti. E circa 24-27 miliardi di euro rappresenterebbero la spesa di prestazioni assistenziali che, finalmente, sono finite nel mirino di un piano di tagli e revisione, come annunciato qualche giorno fa.

Si ritorna, dunque, al progetto originario quando concreti cambiamenti positivi per le pensioni erano stati ipotizzati a partire, innanzitutto, dal distacco tra pensioni e assistenza e quindi da cambiamenti negativi su detrazioni e sostegni fiscali alle famiglie. Troppo elevata la spesa che, invece, bisogna contenere, senza considerare che ad usufruire di tali prestazioni sono spesso i furbetti che sottraggono ogni anno allo Stato milioni e milioni di euro. E’ evidente, dunque, come sia necessario agire prima di tutto in tal senso.

La situazione negativa dei conti dell’Istituto di Previdenza è stata confermata dagli ultimi dati del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell'Istituto Previdenziale che ha reso noto che l'Istituto ha chiuso il 2014 con un rosso da 12,4 miliardi di euro, perdite ch potrebbero arrivare fino a 10 miliardi entro il 2025 se non si cambierà rotta; e che nel 2016 è previsto un rosso di 11,2 miliardi di euro, 2 in più rispetto al 2015. Ancora negative dunque le stime per il futuro e a rilanciare, indirettamente, sulla necessità di cambiare le cose per evitare di sprofondare in una situazione disastrosa è stato lo stesso presidente dell’Istituto di Previdenza che, solo qualche giorno, ha spiegato che urge rivedere il Patto di Stabilità con l’Unione europea.

Per modificare infatti l’attuale legge pensioni, è, infatti, necessari rivedere il Patto di Stabilità e convincere Bruxelles che i piani di cambiamento pensioni e di uscita prima sarebbero vantaggiosi. E’ vero, infatti, che nell'immediato i piani anticipare l’età pensionabile per tutti richiederebbero fondi ulteriori, ma si tratta di una spesa che nel lungo periodo verrebbe recuperata dalle penalizzazioni di ogni meccanismo di uscita prima e che, addirittura, consentirebbe di accumulare nuove risorse, senza considerare il vantaggio di una nuova spinta all’occupazione giovanile che avrebbero, permettendo il ricambio generazionale, con conseguente inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il