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Riforma pensioni, novitÓ ultime quota 100, quota 41, mini pensioni novitÓ affermazioni Gnecchi, Zannetti, Boeri, Martina, Rizzetto

Le ultime affermazione di questa settimana del ministro Martina a Gnecchi, Rizzetto, Zanetti, presidente Boeri su questione pensioni




Si sono susseguiti nel corso di questa settimana importanti interventi da parte di autorevoli esponenti del’esecutivo, e non, su novità per pensioni. Protagonista del dibattito previdenziale di questa settimana il ministro delle Politiche agricole Martina che, secondo quanto riportano le ultime notizie, avrebbe ribadito innanzitutto il suo appoggio alla realizzazione di cambiamenti pensionistici, a partire dai metodi di uscita prima, di cui aveva già parlato tempo fa, dichiarazioni che potrebbero far pensare come effettivamente una modifica dell’attuale legge sia davvero al vaglio dell’esecutivo.

Ma in questi giorni è intervenuto anche sulla questione delle pensioni alle vedove, smentendo le notizie circolate di una loro possibile revisione agganciandole all’Isee piuttosto che al valore contributivo individuale accumulato dal lavoratore in vita, e precisando che nel piano di tagli alle prestazioni assistenziali non rientrano le pensioni ai coniugi superstiti, che, tra l’altro, sono già agganciate alla condizione economica degli eredi. Di diverso stampo l’intervento di Walter Rizzetto del M5: dopo aver partecipato al presidio organizzato a Montecitorio giovedì scorso, a sostegno di piani di quota 41, ha dichiarato che il problema che ostacola ancora la messa in atto concreta di modifiche sulle pensioni non sono i soldi, che a suo dire ci sarebbero, mala volontà politica che ancora manca.

Presente al presidio di giovedì scorso anche l'esponente Pd Maria Luisa Gnecchi che è tornata a ribadire l’impegno del Pd nel portare avanti la quota 41, spiegando anche le lavoratrici che potranno ancora andare in pensione prima che i fondi ci sono e saranno interamente destinati a loro. Cambia invece la posizione del viceministro dell’Economia Zanetti: se fino a qualche tempo fa incalzava sulla necessità di revisione delle pensioni attuali, in questi giorni ha spiegato che modificare l’età pensionabile non è una delle priorità del suo Dicastero, a meno che qualsiasi intervento non venga finanziato da un aumento delle tasse da cui recuperare le risorse necessarie. Ma si tratta di una ipotesi che lui ha stesso ha subito scartato.

Una revisione del Patto di Stabilità è quello che ha chiesto, invece, il presidente dell’Istituto di Previdenza Boeri, anche in vista di novità per le pensioni. Il punto di partenza per riuscire in questa impresa, secondo Boeri, è convincere l'Unione europea della convenienza dei cambiamenti da sempre ormai in discussione e che, se nell'immediato richiederebbero fondi ulteriori, nel lungo periodo la spesa sarebbe recuperata dalle penalità previste che, anzi, potrebbero portare anche ad accumulare risparmi. E in tal senso, si vorrebbe muovere sulla strada di quota 100, mini pensioni, o anche quota 41-42.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il