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Riforma pensioni, novità ultime pensioni anticipate, ricongiunzioni dipendono più del ritenuto da novità trattative Unione Europea

Se novità sulle pensioni ci saranno, dipenderanno dall'esito del confronto in corso tra Roma e Bruxelles. In attesa delle ultime notizie.




Dalle ultime notizie che arriveranno dalla trattative in concorso tra Roma e Bruxelles si capirà se potranno arrivare novità sulle pensioni. I toni, a volte accesi a volte più moderati, non lasciano facilmente immaginare l'esito del confronto. Ma non ci sono dubbi che senza l'allentamento delle rigide condizione di stabilità, Palazzo Chigi fa fatica a trovare le risorse necessarie per introdurre cambiamenti nel quadro della previdenza. Il piano dell'Italia per l'Europa, un documento di otto pagine articolato in cinque punti, si concentra sulla politica economica. Uno dei punti riguarda l'assicurazione europea in caso di disoccupazione e la garanzia europea sui depositi bancari. Tutti punti strettamente legati tra di loro.

Senza l'ammorbidimento dei vincoli imposti da Bruxelles e sottoscritti a suo tempo da tutti i Paesi membri, è la tesi dell'esecutivo, non ci saranno le oggettive condizioni per consentire quella svolta sulle pensioni tanto desiderata ma costantemente rinviata a tempi migliori. Succede così che tutta la montagna di proposte avanzate negli scorsi mesi è stata scientificamente messa da parte. Dall'applicazione di quota 100, quale somme di età anagrafica e anni di contributi versati per congedarsi dal lavoro, all'ammorbidimento delle penalizzazioni per chi si ritira un po' prima, passando per il continuo rinvio dell'assegno universale. Tutto è stato congelato in attesa di tempi migliori che, secondo Palazzo Chigi, arriveranno solo con l'aiuto di Bruxelles.

Le scelte sovranazionali sono assunte in un contesto più ampio che tengono conto della volontà di mantenere un livello minimo di equilibrio economico comune. E soprattutto per l'Italia, è fondamentale riuscire a tenere lo spread a livelli contenuti. In questo contesto è arrivato il disco verde della commissione Affari economici dell'assemblea di Strasburgo sulla risoluzione sull'Unione bancaria. Tra l'altro viene affrontata una delle questioni su cui il premier italiano sta puntando i piedi: l'esposizione in titoli di Stato delle banche e la contrarietà all'ipotesi di un tetto.

Ebbene, nel documento vengono testualmente richiamate le istituzioni europee a valutare con attenzione le possibili modifiche di medio termine alla struttura regolatoria, senza ridurre il funding disponibile per gli stati membri. C'è evidentemente da fare in fretta. L'Ocse ha limato al ribasso le prospettive di crescita. Per l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, il Pil italiano nel 2016 salirà solo dell'1%, rispetto alle ultime previsioni di novembre (1,4%).

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il