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Riforma pensioni novità ultime calcolo pensioni anticipate, cumulo, ricongiunzioni con novità metodi nuovi o in fase approvazione

Si attende l’approvazione di piani come quota 100, mini pensione e quota 41 per l’uscita prima ma alcuni lavoratori possono già andare prima a risposo: i sistemi in vigore




L’esecutivo continua a rimandare l’approvazione di novità per le pensioni, per spingere a realizzare cambiamenti, come confermano le ultime notizie, si continuano ad organizzare incontri, presidi, manifestazione che stanno dimostrando sempre più l’urgenza di rivedere norme e requisiti per l’età pensionabile. Dal primo gennaio di quest’anno è scattato l’aumento previsto di quattro mesi, portando l’età di uscita dal lavoro da 66 anni e tre mesi a 66 anni e sette mesi, per effetto dell’adeguamento all’aspettativa di vita Istat. E si tratta di uno scatto, di tre, quattro mesi, che si verificherà ogni due anni, fino al raggiungimento dell’età a regime che sarà di 69 anni e 9 mesi, quasi 70 dunque.

Una soglia considerata decisamente rigida, tanto che il nostro sistema previdenziale è stato, effettivamente, considerato tra i più rigidi d’Europa. Eppure mentre si attendono ancora risposte e soluzioni per piani di quota 100, mini pensione, quota 41 per andare in pensione prima, vi sono determinate categoria di persone che possono andare in pensione anticipata, ma sempre a fronte di penalizzazioni, a partire dalle donne, per cui è stata approvata la proroga delle norme che permette loro di lasciare il lavoro a 57 anni e 3 mesi di età, che salgono a 58 anni e 3 mesi per le autonome, con 35 anni di contributi, ma accettando un assegno finale decisamente ridotto, di circa il 25, 30%, interamente calcolato con metodo contributivo.

I lavoratori usuranti possono invece andare in pensione a 61 anni e 7 mesi di età con 35 anni di contributi e avendo raggiunto quota 97,6; gli invalidi non inferiori all'80% possono invece lasciare il lavoro a 60 anni e 7 mesi, mentre i non vedenti a 55 anni e 7 mesi, che scendono a 50 anni e 7 mesi per le donne. Ma non solo: anche i lavoratori dello spettacolo e del comparto difesa possono andare in pensione prima: i primi vanno in pensione a 64 anni e 7 mesi di età, che scendono a 61 e 7 mesi per le donne e stiamo parlando di attori, conduttori, impiegati nella moda, mentre i cantanti possono andare a riposo 61 anni di età e 7 mesi per gli uomini che scendono a 58 anni e 7 mesi per le donne.

I secondi, invece, possono andare in pensione a 57 anni e 7 mesi di età con 35 anni di contributi o con 40 anni e 7 mesi di contributi indipendentemente dall'età anagrafica. Alle possibilità di uscita prima in vigore sono per queste categorie si aggiungono i sistemi di ricongiunzione, cumulo e totalizzazione dei contributi previdenziali versati in differenti gestioni. Ma sono sistemi che penalizzazioni, poco conveniente, e cui nessuno ricorre: prevedono infatti di accumulare tutti i contributi versati ma sono procedure troppo costose o comunque restituiscono un assegno decisamente basso, interamente calcolato con sistema contributivo, e quindi ridotto rispetto a quanto riceverebbero con sistema misto o addirittura il vecchio retributivo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il