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Pensioni novità a mancanza soluzioni strutturali quota 100, mini pensioni novità errori grossolani e pasticci si aggiungono

Ancora nessun cambiamento strutturale per le pensioni attuali ma solo singoli provvedimenti con risorse che potrebbero essere impiegate in maniera differente: la situazione




Le richieste di cambiamenti pensionistici, sempre più necessari, continuano a susseguirsi ma i lavori si concentrano ancora, e da sempre, su singole novità per le pensioni che non rientrano, almeno secondo quanto sembra, in un quadro strutturale di modifiche a 360 gradi. E le ultime notizie confermano questa tendenza: nonostante da oltre u anno ormai si attenda quella soluzione universale per tutti annunciata dal ministro del Lavoro ma decisamente caduta nel dimenticatoio, nonostante lo stesso premier, sostenuto da altro autorevoli esponenti dell’esecutivo, abbia più volte detto di voler modificare l’attuale legge, facendo però puntualmente sempre un passo indietro, ecco che tutto sembra ancora in stallo.

Nulla di concreto è stato, infatti, ancora realizzato per modifiche come quota 100, mini pensione, quota 41, che permetterebbero finalmente ai lavoratori di andare in pensione prima e sempre a fronte di penalizzazioni, e nulla di concreto nemmeno sull’assegno universale, nonostante si tratti dell’unico provvedimento capace di mettere tutti d’accordo, Bruxelles compresa, e rilanciato anche dal ministro dell’Economia italiano e dalla presidente della Camera. Le intenzioni e le ipotesi di lavoro ci sono ma, secondo quanto spiegato, continuano a mancare le risorse economiche.

Eppure un sistema per recuperarle ci sarebbe: o attraverso le penalizzazioni imposte da ogni meccanismo di uscita prima, o attraverso quel nuovo piano di tagli alle prestazioni assistenziali, da cui si potrebbero risparmiare soldi. Nel frattempo, si continua a lavorare con singoli interventi e il più recente è stato l’approvazione della cassa realizzata per gli indigenti, novità che secondo l’esecutivo sarebbe volta a contrastare la povertà e anticiperebbe l’introduzione dell’assegno universale. Eppure la platea di beneficiari sarebbe piuttosto ristretta e i sostegni non troppo elevati.

Andando indietro nel tempo poi, con l’approvazione della nuova Manovra Finanziaria, a dispetto delle tante proposte di modifica delle pensioni presentate dalle diverse forze politiche, l’unica misura approvata è stata la staffetta ibrida, considerata però piuttosto inutile perché poco conveniente e vantaggiosa sia per le aziende che per i lavoratori così come definita, tanto che nel Milleproroghe è stata inserita una modifica che dovrebbe estendere tale sistema anche ai lavoratori della pubblica amministrazione, in modo da dare reale spinta al turn over lavorativo, lasciando comunque fuori alcune persone.

Sempre nella Manovra Finanziaria è stato affrontato il problema delle pensioni donne, approvando la proroga delle norme per la loro uscita prima, stanziando circa 2,5 miliardi di euro che, come è stato detto, sarebbero decisamente tanti e che avrebbero potuto essere impiegati per approvare i sistemi di prova sperimentali. Potremmo quasi definirlo una spreco di risorse, considerando che quelle che avanzeranno e per cui si dovrebbero studiare ulteriori impieghi non sia effettivamente che fine faranno. Senza considerare l’impiego di fondi per l’uso dei voucher lavorativi in costante aumento, che, invece di diminuire i problemi occupazionali, li aumenta.

Tutti questi casi mettono in evidenza come, nonostante sembrava difficile aspettarsi che in questi ultimi mesi l’esecutivo riuscisse e mettere a punto un cambiamento strutturale per le pensioni, non ci si aspettava nemmeno che però fossero commessi errori così grossolani piuttosto che iniziare a investire soldi con l’attuazione di misure su cui tutti sono d’accordo e che oltre l’assegno universale contemplerebbero anche la cancellazione delle ricongiunzioni onerose.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il