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Riforma pensioni ultime novità pensioni anticipate, ricongiunzioni nulle da persona che ha sempre detto verità su pensioni

C'è poco da fare: le novità pensioni non sono ai primi posti dell'agenda dell'esecutivo. Minacciato l'aumento delle tasse.




Se le impressioni non sono sufficienti a capire come l'esecutivo non abbia una grande intenzione di introdurre novità pensioni, le ultime notizie che arrivano dal dibattito politico, dentro e fuori le aule del potere, danno conferma come Palazzo Chigi stia decisamente prendendo tempo in attesa di scenari. Il nuovo viceministro dell'Economia, Enrico Zanetti, ha pubblicamente affermato come il cambiamento delle norme attuali non sono una priorità. Mercato dell'occupazione a parte, le attenzioni sono per ora rivolta a risolvere una volta per tutte la delicata situazione di chi si trova senza un lavoro e senza un assegno previdenziale.

Già in occasione di alcune recenti ospitate nei programmi televisivi di approfondimento e di confronto, aveva spiegato come lo Stato non abbia risorse economiche sufficienti per cambiare le regole sulle pensioni adesso in vigore. A meno che non si decida di aumentare le tasse per tutti. Una posizione che sembra azzerare le speranze di chi immaginava cambiamenti in tempi più o meno. Si tratta evidentemente di una posizione condivisa a più livelli. Solo pochi giorni fa, Paola De Micheli, sottosegretario del Ministero dell'Economia, aveva prospettato uno scambio, peraltro rifiutato da lei stessa, di prevedere misure sulle pensioni intervenendo sulla fiscalità generale.

Provando a salire di livello, il ministro dell'Economia si è sempre espresso in maniera contraria rispetto alla modifica dell'attuale legge previdenziale. Al massimo, è la sua posizione, sono ipotizzabili correzioni di alcune situazioni particolari, nella falsariga di quanto è successo con la manovra approvata sul finire dell'anno. La ragione è sempre la solita: la mancanza di coperture per cambiare una legge che, in realtà, di risparmi per le casse dello Stato è in grado di assicurarne in grande misura. Da parte sua, il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, dopo un inizio più vivace, si è appiattito su posizioni moderate e caute, ripetendo il ritornello della necessità di effettuare nuove valutazioni.

Se ne potrà sapere di più sulle intenzioni di Palazzo Chigi, forse, la prossima settimana, in occasione di un incontro pubblico organizzato da Itinerari Previdenziali e l'Associazione Lavoro & Welfare. È stata infatti annunciata la presenza dello stesso ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali che dovrebbe illustrare la nuova proposta dell'esecutivo. Naturalmente non è affatto scontato che verrà fuori qualcosa di nuovo. Più verosimile immaginare che venga avanzata l'idea di consentire l'uscita qualche anno prima al prezzo di una penalizzazione nell'importo dell'assegno tutta da quantificare.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il