BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Indulto e amnistia: novità della settimana

Continuano a rimanere congelati i quattro disegni di leggi su amnistia e indulto, ma è alta l'attenzione sulle condizioni delle carceri.




Continua a non decollare la trattazione dei disegni di legge su amnistia e indulto, di fatto ancora bloccati in sede di commissione Giustizia a Palazzo Madama. Tuttavia, la situazione delle carceri italiani è ancora al centro dell'attenzione, come confermato dal preciso riferimento che il guardasigilli ha fatto in occasione del suo recente intervento a Montecitorio. Nel dettaglio, ha richiamato la sentenza con cui la Corte di Strasburgo ha punito l'Italia per violazione della Convenzione europea per i diritti umani che vieta trattamenti contrari al senso di umanità. A tal proposito, il ministro Andrea Orlando ha rassicurato sull'introduzione di interventi "volti a restituire condizioni di vivibilità e decoro agli istituti penitenziari e di rispetto della dignità delle persone ristrette".

In qualche modo può sorprendere come nel corso dell'audizione non ci sia stato alcun riferimento alle misure di amnistia e indulto, rispetto alle quali sono quattro i disegni di leggi che girano nelle stanze del parlamento, ma senza che si proceda a una loro unificazione. A detta del guardasigilli, le azioni riparatorie "non sono meno dure della sanzione meramente punitiva, ma certamente maggiormente dense di significato e di risvolti utili". Il riferimento va a una "relazione attiva con la persona destinataria della sanzione che ottenga un reale riscontro" ovvero un'adesione "da parte del condannato, senza la quale l'apparato sanzionatorio conserva integra la struttura iniziale e la piena consistenza afflittiva".

La cronaca in senso stretto della settimana riferisce come sia sia costituito ai Carabinieri di Tivoli Catalin Ciobanu, uno dei due detenuti evasi nei giorni scorsi dal carcere di Rebibbia. Ciobanu "ha deciso di consegnarsi ai carabinieri perché ha capito di aver fatto una sciocchezza", ha spiegato il suo difensore. A spingere l'uomo a consegnarsi anche il fatto che si sentisse braccato. Continuano le ricerche per l'altro evaso, il 28enne Mihai Florin Diaconescu, che ha fatto perdere le sue tracce dopo la rocambolesca fuga.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il