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Riforma pensioni novità ultime sorprendenti con peggioramenti novità pensioni in favore bonus 18enni mai arrivato

Fondi impiegati per bonus giovani piuttosto che per cambiamenti per le pensioni: ma che fine ha fatto il provvedimento? Ancora tutto bloccato e mancano decreti attuativi




Le perequazioni delle pensioni arrivano nuovamente in Corte Costituzionale che lo scorso anno aveva dichiarato illegittimo il blocco della rivalutazione delle pensioni stabilite dall'esecutivo Monti delle pensioni superiori a tre volte il trattamento minimo. Sembrava che lo sblocco delle perequazioni fosse una delle novità per le pensioni positive arrivate nel corso dello scorso anno, ma così non si è rivelato. Le ultime notizie in merito infatti non sono per nulla positive: il rimborso ai pensionati è stato minimo rispetto a quanto avrebbe dovuto e un nuovo blocco è stato imposto dalla Manovra di dicembre dal 2017.

La misura è stata approvata in vista del recupero delle risorse economiche che sarebbero servite per finanziare i tanto discussi 500 euro da erogare ai giovani. Il premier aveva annunciato questo bonus, da impiegare per fini culturali, scatenando polemiche da parte di tutti, ma oggi anche questo bonus è scomparso. E non se ne parla più.

La somma complessiva da stanziare per i neo 18enni avrebbe dovuto essere di 300 milioni di euro ma mancano i decreti attuativi, manca la definizione delle modalità di erogazione di questo bonus ai ragazzi, così come manca la definizione della platea di coloro che dovrebbero riceverlo.

La domanda che si pone è dunque se effettivamente le risorse stanziate saranno impiegate per il bonus giovani o altrimenti che fine faranno? Si tratta, infatti, di fondi che rimarrebbero inutilizzati, almeno ufficialmente, ma che avrebbero potuto essere usati per soddisfare le richieste di modifiche alle pensioni, a partire da quei piani di prepensionamento, come quota 100, mini pensioni ma anche quota 41 per cui sarebbero richiesti soldi, anche se solo iniziali, considerando che quanto impiegato verrebbe comunque recuperato dalle penalità imposte da ogni sistema, con l’ulteriore vantaggio, inoltre, di un rilancio dell’occupazione giovanile.

Non è una novità, infatti, che grazie a questi sistemi di prensionamento e consentendo ai lavoratori più anziani di andare in pensione prima, si libererebbero nuovi posti di lavoro per i più giovani, che contribuirebbero ad aumentare competitività e produttività.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il