Marketing e religione: il Getafe, squadra spagnola, ha esegerato nelle provocazioni pubblicitarie

Quando una squadra di calcio attira l'attenzione, di solito i motivi sono sportivi, legali o di mercato



Quando una squadra di calcio attira l'attenzione, di solito i motivi sono sportivi, legali o di mercato. In questo caso il Getafe, dopo aver ceduto l'allenatore al Real Madrid, ha fatto di più, molto di più, ha fatto arrabbiare la chiesa.

Che i punti di contatto tra marketing e religione siano sempre maggiori, lo dimostrano le numerose pubblicazioni in merito, ricordiamo ad esempio l'irriverente "Gesù lava più bianco". Il Getafe l'ha fatta grossa, realizzando uno spot per la TV (che si può vedere qui) di un minuto in cui vengono proposte 5 scene (tra parentesi la voce fuori campo):

1) Abramo e il sacrificio di Isacco ("Ascoltami bene. Chi credi di essere per pensare che ucciderei mio figlio perchè tu me l'hai chiesto?")

2) Mosè ("Come puoi credere che condannerei la mia anima a vagare quaranta anni nel deserto?")

3) Giovanna D'Arco ("Spegnete la pira, da tempo ho scoperto che non brucerei sul rogo per difenderti")

4) Adamo ("Sei matto se pensi che mi toglierei una costola solo per soddisfare un tuo capriccio")

5) Un uomo in croce, corona di spine ("Per te no, prima c'è la mia squadra") Appare lo scudetto del Getafe.

I creativi dell'agenzia (El Ruso de Rocky) parlano di esercizio di esagerazione, ma la chiesa non ha decisamente gradito, voi che ne pensate? Personalmente mi sembrano parole pesanti e provocatorie, porteranno abbonamenti?

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il