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Riforma pensioni ultime novità Milleproroghe, Comitato Ristretto, Delega, Sondaggio riforma novità pensioni tra inizio e fine

Sono tanti i fronti da seguire con attenzione sulle pensioni, dal Milleproroghe al Comitato ristretto a Montecitorio passando per la legge delega sull'indigenza.




Potrebbe essere proprio questa la settimana delle novità sulle pensioni. La cautela è sempre d'obbligo perché le ultime notizie che arrivano dalle aule di Montecitorio e da Palazzo Chigi riferiscono come ad alte aspettative sono spesse seguite molte delusioni. Tuttavia è innegabile come la questione previdenziale sia attualmente al centro dei lavori e come tale va seguita con attenzione. E così, già domani martedì 23 febbraio 2016 i riflettori sono puntati su quanto accade nel Comitato ristretto a Montecitorio, alle prese con il primo esame della legge delega sull'indigenza. L'obiettivo è definire quei provvedimenti a sostegno del reddito dei più bisognosi.

Stando alle prime stime, ammonta a un milione il numero delle persone che potranno beneficiare del nuovo piano anti-povertà di Palazzo Chigi. In particolare, si tratta di rendere definitivo il Sostegno di inclusione attiva. Si tratta di un assegno mensile, per ora sperimentato in 12 città italiane e il cui importa varia da 200 a 400 euro al mese. Previsti 200 milioni di euro di stanziamenti per l'Asdi, assegno che scatta una volta terminati i tradizionali sussidi di disoccupazione. Di un miliardo di euro sono invece le risorse a partire dal 2017, a cui si aggiungono poi altri 150 milioni di euro, a chiusura del pacchetto, stanziati dalle Fondazioni per l'istruzione.

Una delle principali incognite è legata alle tempistiche. Già, perché accanto alle legittime esigenze di tenere i conti in ordine e rispetto a cui c'è in corso un braccio di ferro tra Roma e Bruxelles, occorre tenere ben presente come in primavera sono in calendario le elezioni per la scelta del sindaco in alcune delle città più importanti, come Milano, Napoli, Roma, Torino. Ogni decisione che verrà presa, anche e soprattutto sulle pensioni, non può che tenere conto anche delle ragioni squisitamente elettorali. In parallelo, è in corso il tentativo del Comitato ristretto a Montecitorio di semplificare e accorpare le tante proposte di legge sulle pensione e di avere una quantificazione più precisa delle spese a carico dello Stato.

Già nei giorni scorsi ha coinvolto l'Istituto nazionale della previdenza sociale per conoscere l'esatto impegno economico per lo Stato per implementare l'ipotesi che permette il ritiro anche a 62 anni di età con 35 anni di contributi e disincentivo economico massimo dell'8% in base all'effettivo momento del congedo. Stando al testo, non sarebbe applicata alcuna penalizzazione nel caso di pensionamento a 66 anni con almeno 35 anni di contribuzione versata. Le prime penalizzazioni scatterebbero a 65 anni con 40 anni di contributi (-0,3%) fino ad arrivare appunto a quelle applicate con 62 anni di età e 35 anni di contributi (-8%).

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il