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Riforma pensioni novità ultime sistema sospensione per uscire prima. Calcolo novità pensione anticipata come funziona, per chi

Come funziona il metodo della sospensione per andare in pensione prima e cosa prevede: requisiti e penalizzazioni




Si attende a giorni la presentazione del nuovo piano pensioni da parte dell’esecutivo o del Dicastero dell’Occupazione e le ultime notizie confermano che effettivamente vi sarebbe l’intenzione di cambiare le pensioni attuali anche le novità per le pensioni stesse sono ancora piuttosto confuse. C’è, infatti, chi punta a piano come quota 100 e quota 41, chi ha ultimamente rilanciato sulla mini pensione, chi invece si focalizza sulla cancellazione delle ricongiunzioni onerose, magari con una generale revisione di gestione delle spese da parte dell’Istituto di Previdenza stesso. Nell’attesa che finalmente l’esecutivo definisca soluzioni universali per tutti, Regioni e singoli Comuni si sono già mossi ed esistono provvedimenti già in vigore che permettano di andare in pensione prima.

Insieme a ricongiunzione e totalizzazione, per anticipare la pensione è possibile scegliere anche il metodo della sospensione: si tratta di un meccanismo che potrebbe teoricamente richiesto da tutti i lavoratori iscritti all’Istituto di Previdenza che soddisfino i requisiti. La sospensione prevede, infatti, la possibilità di andare in pensione prima a tutti coloro cui mancano fino a quattro anni dal raggiungimento dei requisiti pensionistici oggi previsti. L’età di partenza di uscita sarebbe dunque da 62 anni, considerando che i requisiti attuali per l’uscita prevedono il raggiungimento di 66 anni e sette mesi.

Ma l’uscita con la sospensione comporta comunque penalizzazioni. Se il lavoratore decide di uscire prima scegliendo la sospensione non riceverà subito l’erogazione dell’intero assegno ma solo una parte calcolata sulla base dei contributi versati fino al momento della pensione. In ogni caso, sia che il lavoratore decide di andare in pensione uno, due, tre o quattro anni prima, l’azienda dovrà continuare a versare regolari contributi previdenziali fino al naturale raggiungimento della pensione finale, per cui non ci saranno penalizzazione sul percepimento dell’assegno finale né riduzioni nei contributi.

Ci sono anche altre norme in vigore che anticipano la pensione di dtereminate categorie di lavoratori: per esempio, possono andare in pensione prima le donne lavoratrici accettando una pensione ridotta, di circa il 25, 30%, e avendo raggiunto 57 anni e 3 mesi di età, che salgono a 58 anni e 3 mesi per le autonome, e maturato 35 anni di contributi; dirigenti medici, a 65 anni, invalidi non inferiori all’80%, a 60 anni e 7 mesi che scendono a 55 anni e 7 mesi per le donne; i non vedenti, a 55 anni e 7 mesi per gli uomini e 50 anni e 7 mesi per le donne; i lavoratori usuranti, a 61 anni e 7 mesi di età con 35 anni di contributi e quota 97,6; i lavoratori del comparto difesa e sicurezza, che possono andare in pensione a 57 anni e 7 mesi di età con 35 anni di contributi o avendo maturato 40 anni e 7 mesi di contributi indipendentemente dall'età anagrafica.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il