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Riforma pensioni ultime novità già avviate e quasi nessuno lo ha capito pur profonde e senza novità mini pensioni,quota 100 subito

Il lavoro sulle pensioni in Italia è in corso, anche se le ultime notizie non sembrano raccontare grandi novità in tempi brevi.




Si lavora sulle novità pensioni. Il percorso non è semplice e come raccontano le ultime notizie è anche in salita. Tuttavia la macchina del cambiamento è in moto e non può che essere visto con favore. Certo, poi vanno verificati i tempi di introduzione delle novità e il tipo di modifiche alle attuali legge sulle pensioni. Ma che ci sia bisogno di una sterzata per rendere meno opprimente il sistema della previdenza, nell'ottica del rispetto dei conti pubblici, è comunque sotto gli occhi di tutti. Un passaggio cruciale è certamente quello della divisione una volta per tutte della spesa per assistenza dalla spesa per pensioni. Fino a questo momento è oggettivamente mancata la volontà all'azione.

Vengono in mente le parole del presidente dell'Istituto nazionale della previdenza sociale sull'indispensabilità di separare o legare meglio assistenza e previdenza, sulla necessità di aiutare meglio le fasce più vulnerabili e di tenere maggiormente in considerazione quella povertà negli ultimi anni che è aumentata soprattutto fra i giovani, su cui si è inizialmente concentrato tutto il rischio di perdere il lavoro in carriere lavorative troppo brevi per essere coperte dagli ammortizzatori sociali oggi esistenti. In buona sostanza, al di là degli interventi sulla previdenza, il suggerimento è di mettere contemporaneamente mano sulla rete di assistenza sociale pubblica e sul modo con cui vengono messe in atto le politiche del lavoro in Italia.

I fatti raccontano che tutte le misure ipotizzate in questi mesi di discussioni e confronti sulle pensioni sono stati messi da parte per assenza di copertura economica. Dall'applicazione di quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione da raggiungere per poter accedere al trattamento previdenziale all'introduzione delle cosiddette mini pensioni per favorire il ritiro con qualche anno di anticipo, dalla soluzione del part time per dare il via al turn over generazionale nei posti di lavoro e rilanciare competitività e produttività al ricalcolo di tutti gli assegni con il metodo contributivo fino ad arrivare all'assegno universale.

In ogni caso sarà decisivo per le pensioni in Italia l'esito della partita in corso con Bruxelles. Nelle stime di Palazzo Chigi la clausola migranti, su cui dovrebbe arrivare il semaforo verde in primavera, vale lo 0,2% del Pil e dunque 3,3 miliardi di euro con il deficit nominale dell'Italia per il 2016 che salirebbe a quota 2,5%. Oppure potrebbe ritoccare al ribasso una delle altre due clausole di flessibilità ovvero riforme e investimenti, che incidono per un altro 0,4%. La richiesta di un nuovo margine aggiuntivo dello 0,1% del Pil con la clausola delle riforme strutturali è motivata dal varo delle misure varate successivamente al programma di stabilità della scorsa primavera.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il