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Riforma pensioni novità contributi non versati realmente ma messi a Bilancio Istituto Previdenza sono novità molto preoccupante

Ci sono sempre le solite ragioni economiche, confermate dalle ultime notizie, a ostacolare l'introduzione di novità sulle pensioni.




PENSIONI NOVITA' E PENSIONI ULTIME NOTIZIE ULTIMISSIME giovedì OGGI (AGGIORNAMENTO): Oltre ai dati che già erano usciti nelle ultime notizie neanche qualche giorno fa, è appara tra le ultimissime notizie una ancora peggiore ovvero che i contributi che sono sono stati contabilizzati potrebbero non essere riscuotibili in quanto di aziende fallite, chiuse o in via di fallimento. Un motivo ancora di maggore allerta per le novità sulle pensioni

Se c'è un motivo che ostacola la riforma pensioni in Italia è l'assenza di valide coperture economiche. Non si tratta di una novità in senso stretto. Da tempo l'esecutivo sta bloccando tutti i cambiamenti più significativi sacrificandoli sull'altare della sostenibilità finanziaria. Allo stesso tempo non rappresenta una novità per le pensioni la complicata situazione delle casse dell'Istituto nazionale della previdenza sociale. Che ci sia un buco nei conti è noto da tempo, soprattutto dopo l'assorbimento dell'Inpdap. Il problema è che i passi in avanti per risanare la situazione continuano a essere pochi e non sufficienti per restituire tranquillità ai contribuenti sotto il profilo delle pensioni.

Provando a entrare nel dettaglio per capire quali potranno essere le ripercussioni per le pensioni in Italia, l'avanzo patrimoniale dell'Istituto nazionale della previdenza sociale è destinato a fermarsi per questo 2016 a 1,7 miliardi di euro. Nulla il confronto al disavanzo economico di 11,2 miliardi di euro e ai 3.241 milioni di euro di disavanzo finanziario di competenza. Solo freddi numeri? Nient'affatto perché il Bilancio di previsione 2016 messo nero su bianco dal Consiglio di indirizzo e vigilanza rappresenta la spia più evidente come l'attuale sistema non funziona più e, anzi rappresenti un ostacolo ai cambiamenti sulle pensioni immaginati, soprattutto quelli che passano dalla divisione tra spesa assistenziale e spesa previdenziale.

Attenzione, poi, perché le stime contabili non tengono conto dei provvedimenti sulle pensioni passati con la manovra di fine anno. Si tratta del via libera alla proroga di un anno del contributivo donna con cui consentire l'accesso al trattamento previdenziale alle lavoratrici con 57 anni e 3 mesi di età e 35 anni di contributi se dipendenti o a 58 anni e 3 mesi se autonome, in cambio del ricalcolo dell'assegno con il contributivo; la staffetta ibrida con cui i lavoratori del settore privato 63enni a cui mancano tre anni dalla maturazione dei requisiti per il ritiro, possono concordare il part time con il proprio datore di lavoro, andando così in pensione e mantenendo il versamento di tutti i contributi e il 65% dello stipendio.

Ecco poi l'allargamento della no tax area per i pensionati ovvero della soglia di reddito entro la quale viene meno l'obbligo di versare l'Irpef: da 7.750 euro a 8.000 euro per gli over 75 anni e da 7.500 euro a 7.750 euro per gli under 75. A queste misure si aggiunge il congelamento dell'aliquota contributiva al 27% per i lavoratori iscritti alla gestione separata Inps ovvero i lavoratori autonomi. Quest'ultima è solo apparentemente una misura sulle pensioni di secondo piano perché per le future pensioni delle partite Iva, in particolare quelle a regime agevolato, è un passaggio che incide sui ricavi finali. Non solo, ma anche per l'intero sistema delle pensioni si tratta di entrate in meno.

A ogni modo, le entrate contributive sulle pensioni per l'Inps dovrebbero arrivare a 218.653 milioni di euro mentre le prestazioni dovrebbero toccare i 308.887 milioni euro. La spesa per pensioni arriverà dunque a 272.135 milioni di euro. Da segnalare che nell'approvare il bilancio di previsione 2016 sulle pensioni, il Civ fa notare che "non sono ancora intervenute le soluzioni legislative dallo stesso auspicate per conseguire gli equilibri di bilancio di tutti i Fondi e le Gestioni previdenziali amministrate dall'Inps aventi un trend negativo".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il