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Indulto e amnistia, si pensa di dare nuove garanzie e diritti dentro e fuori il processo

Le coordinate del ministro della Giustizia Andrea Orlando: rafforzare le garanzie dentro e fuori il processo, mettendo al centro la persona, sia essa vittima o imputato.




L'occasione per parlare di pena di morte è stata fornita dal IX Congresso internazionale dei ministri della Giustizia. Mentre rimane inchiodato a terra il confronto nelle commissioni competenti su amnistia e indulto, il ministro Orlando allarga il confronto invitando a superare l'esperienza degli ospedali psichiatrici giudiziari, a ripensare in modo nuovo l'esecuzione penale e le sue finalità, a rafforzare le garanzie dentro e fuori il processo, mettendo al centro la persona, sia essa vittima o imputato. Il tutto senza trascurare la sorveglianza quotidiana: "Queste sfide alte possono essere credibili solo se sono accompagnate da sfide quotidiane, meno globali per la loro portata, ma non meno importanti, perché le due dimensioni si tengono".

C'è poi un'importante sentenza della Sezione V penale della Corte di cassazione. In buona sostanza saranno le Sezioni unite a sciogliere i dubbi sulla possibilità di far rilevare in Cassazione la prescrizione del reato, maturata prima della sentenza di appello e non eccepita né rilevata in sede di appello. Opportunità ritenuta legittima da parte della giurisprudenza, soprattutto quando non è richiesta alcuna attività di apprezzamento delle prove. I giudici, consapevoli del coinvolgimento del principio di uguaglianza, passano la parola alle sezioni unite.

Tra le novità si segnala che Csm e Scuola superiore della magistratura hanno propsoto un tavolo tecnico permanente in materia di formazione delle toghe, per renderla omogenea sul territorio. "Il fine di coordinare costantemente ed elidere ogni rischio di interferenza o discrasia nell’attività di Csm e Scuola è anche alla base dell'idea - ha detto il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini - di istituire una sede di raccordo permanente tra le due istituzioni". Ciò potrà «facilitare e adeguare la programmazione integrata», ha aggiunto Legnini, e "consentire una specifica e fattiva attività di ascolto". Il presidente del comitato direttivo della Scuola della magistratura, Gaetano Silvestri, ha definito la proposta "conforme al metodo che colloca accanto alla funzione direttiva generale un compito di verifica delle prassi attuative".

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il