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Riforma pensioni grande attesa ultime novità domani giovedì per novità quota 100, mini pensioni indicazioni ufficiali

Dalla giornata di domani a Roma sono attese indicazioni ufficiali sulle novità pensioni. Proposte e opinioni a confronto.




Quello di domani giovedì 25 febbraio 2016 è un giorno da segnare sul calendario con il circoletto rosso perché potrebbero arrivare novità sulle pensioni. Nulla di concreto ovvero non ci saranno proposte di legge o provvedimenti da votare, ma il dibattito organizzato da Itinerari Previdenziali a Roma potrà essere illuminante sulle pensioni. Il titolo dell'incontro, a porte chiuse, è illuminante: "2016: l'anno della flessibilità in uscita. Opinioni e proposte a confronto". Tra gli ospiti annunciati ci sono il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, di recente piuttosto cauto sulle pensioni, e il sottosegretario al Ministero dell'Economia Enrico Zanetti, che a più riprese ha ammesso come le pensioni non sia tra le priorità dell'esecutivo. In qualche modo sono però attese indicazioni ufficiali.

Al centro dei ragionamenti è di nuovi finita la proposta di legge sulle pensioni del presidente del Comitato ristretto pensioni a Montecitorio. Si tratta di consentire ai lavoratori di anticipare il momento dell'uscita fino a quattro anni prima dell'età della pensione, a condizione che abbiano maturato almeno 35 anni di contributi versati e accettino una penalizzazione massima dell'8% ovvero del 2% per ogni anno di anticipo. Lavori in corso anche sui cosiddetti lavoratori precoci ovvero coloro che hanno iniziato a lavorare in giovane età. In questo caso, l'idea è di applicare la cosiddetta quota 41 per andare in pensione cioè il versamento di 41 anni di contributi, senza tenere conto dell'età anagrafica e senza l'applicazione di riduzione nell'assegno. A essere coinvolti, senza differenza sarebbero uomini e donne.

Il punto è l'opposizione di chi ritiene questi scenari troppo dispendiosi per le casse dello Stato e lo fanno sbandierando le prime stime dell'Istituto nazionale delle previdenza sociale che invitavano a mettere in conto un impegno di spesa di circa otto miliardi di euro. E qui entra il gioco il balletto delle cifre sulle pensioni. I proponenti credono infatti che questi calcoli siano errati e hanno chiesto una rivisitazione delle stime al nuovo presidente dell'Istituto. A loro dire, i numeri sono errati perché si individuano i potenziali fruitori e non gli effettivi. La tesi è semplice: non tutti i lavoratori con 62 anni deciderebbero di andare in pensione in contemporanea non appena la norma verrebbe eventualmente approvata.

E poi, è la seconda confutazione del Comitato ristretto pensioni a Montecitorio, mentre l'anticipazione interessa senza dubbio le persone che hanno peso il lavoro e che rischiano di terminare il periodo di fruizione degli ammortizzatori sociali prima dell'età di pensione, restando senza reddito, coloro che son occupati possono ritenere ragionevolmente ritenere più conveniente proseguire l'attività lavorativa anche ai fini della pensione, mantenere il proprio stipendio e percepire quindi in seguito una pensione più alta. Già, perché nel caso di rinvio dell'età del congedo verrebbe in contemporanea applicato un incentivo pari al 2% per ogni anno fino a una soglia massima dell'8%.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il