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Riforma pensioni ultime novità negative quota 100, quota 41, pensioni anticipate da risposta diretta dei Ministeri interrogazione

Le pensioni continuano a rimanere un cantiere aperto e all'orizzonte non si intravedono significative novità.




Continua a essere evidente la chiusura dell'esecutivo rispetto all'introduzione di novità sulle pensioni. Solo per tirare in ballo le ultime notizie, Palazzo Chigi ha già detto al ripensamento delle regole relative ai ferrovieri per uscire un po' prima. Nonostante le richieste di ritoccare le nome per via della peculiarità della posizione lavorativa, le porte sono rimaste chiuse. Più in generale è l'approccio sulle pensioni che continua a essere moderato e poco volonteroso a prevedere significative modifiche. Al centro delle difficoltà a cambiare le pensioni ci sono le solite ragioni di carattere economico, soprattutto per via del debito elevato, rispetto a cui il premier sta cercando a Bruxelles di ottenere un allentamento della rigidità.

Ma come spiegato dal presidente del Gruppo ristretto pensioni a Montecitorio, che insiste nel proporre la sua proposta di concedere il congedo anche a 62 anni di età con 35 anni di contributi versati, sarebbe il caso di riflettere sugli effetti finanziari di un pensionamento flessibile nel medio lungo periodo e non solo sulle ricadute degli andamenti di cassa. Da qui la richiesta all'Istituto nazionale della previdenza sociale di ricalcolare il reale impatto economico del suo disegno di legge. Le prime stime lo rendevano economicamente insostenibile per le finanze pubbliche.

In buona sostanza e secondo le sue proiezioni, la pensione qualche anno primo determinerebbe nel lungo periodo e per i 21 anni successivi dall'entrata in vigore delle nuove norme, oneri inferiore dello 0,9% rispetto a quelli della pensione a requisiti rigidi erogata a partire dal compimento dei 66 anni. Da qui la mano tesa nei confronti dell'esecutivo per dimostrare come la stella polare della flessibilità non sia solo un costo. In questo contesto di incertezze economiche, la Commissione europea inizia a riconoscere alcuni sostanziali progressi "piuttosto positivi e incoraggianti" compiuti dall'Italia su lavoro, istruzione, pubblica amministrazione e banche, ma nel rapporto sugli squilibri macroeconomici nell'Unione europea conferma che il nostro Paese resta "sotto osservazione" per i suoi squilibri "importanti" assieme a Francia, Portogallo e Bulgaria. A pesare è soprattutto il costo del debito.

La partita a tutto campo con l'Unione europea è dunque ancora aperta, gli esiti sono tutti da definite e le pensioni sono uno dei temi di confronti più accessi. L'attualità sta per ora dimostrando come difficilmente troveranno spazio nel breve periodo misure più incisive e concreto ovvero più dispendiose per lo Stato, come la possibilità da concedere ai lavoratori di congedarsi a 62 anni di età con 35 anni di contributi, secondo uno schema socialmente sostenibile di incentivi e penalizzazioni, così come illustrato, le mini pensioni proposte dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali con cui dare l'opportunità del ritiro agli over 55 disoccupati, e l'introduzione di quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione da maturare per accedere al trattamento previdenziale, quota 41 per i lavoratori precoci che vogliono andare in pensione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il