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UniCredit-Hvb, ok dalla borsa, utile 2007 potenziale 6 miliardi

UniCredit-Hvb ottiene il benestare del mercato con i titoli che salgono di oltre il 3% fin dall'apertura di stamane



UniCredit-Hvb ottiene il benestare del mercato con i titoli che salgono di oltre il 3% fin dall'apertura di stamane.

"Nasce la prima vera banca pan-europea con una fantastica rete distributiva e forti prospettive di crescita", ha commentato Dieter Rampl, che sarà il presidente della nuova entità, nel corso dell'incontro con analisti. E ha sottolineato "grande soddisfazione per come le due banche stanno bene insieme e per il potenziale di creazione di valore per per gli azionisti".

POTENZIALE UTILE 2007 OLTRE 6 MLD, TARGET CORE TIER1 A 6,8%

Il nuovo gruppo, nono in Europa e quarto in Eurolandia, ha un potenziale massimo di utile netto nel 2007 di oltre 6 miliardi a fronte di ricavi per 24,1 miliardi e un cost/income del 51%. I clienti saranno oltre 28 milioni con 7 mila filiali.

Attesi anche dividendi in crescita. Per il 2005 la crescita del dividendo per azione potrà essere piccola ma ci sarà in ogni caso, ha sottolineato l'AD Alessandro Profumo.

Il Core Tier1 è atteso al 6,4% nel 2007 ma l'obiettivo di lungo termine resta il 6,8%, ha detto Profumo.

Il titolo, che sarà quotato anche a Francoforte e a Vienna, sarà molto liquido con un flottante del 71% e una base azionaria molto diversificata.

TAGLI GERMANIA, EUROPA EST, NESSUN TIMORE SU SOFFERENZE HVB

L'integrazione porterà un taglio complessivo della forza lavoro del 7% (circa 9 mila posti tra Germania ed Est Europa, secondo una fonte). In particolare i dipendenti dell'area Est Europa si ridurranno del 9%, mentre in Italia i tagli riguarderanno soltanto il 2% della forza lavoro.

In Germania sarà tagliato il 7% della forza lavoro, così come in Austria. I tagli tedeschi previsti si aggiungono a quelli già in cantiere per Hvb, ha precisato Rampl.

Profumo ha comunque sottolineato come le sovrapposizioni in paesi come Croazia, Polonia o Bulgaria, dove entrambe le banche hanno una forte presenza, siano "molto limitate".

"Non è difficile trovare un accordo con i sindacati", ha poi sottolineato Rampl, mentre Profumo ha ricordato come anche UniCredit abbia raggiunto un accordo con i sindacati italiani per i tagli previsti dal piano triennale. "L'esperienza è il miglior biglietto di presentazione", ha detto.

Nessun timore per ciò che riguarda il portafoglio crediti di Hvb, in particolare in merito all'esistenza di sofferenze o crediti problematici.

"Niente ci preoccupa. La due diligence l'ha fatta Deloitte ed è stata molto rapida come sempre nel caso di società quotate. Non abbiamo analizzato voce per voce ma siamo fiduciosi sul lavoro fatto", ha spiegato Profumo.

Rampl ha poi sottolineato che non sono previsti accantonamenti straordinari rispetto a quelli già a budget a fronte degli oneri da ristrutturazione legati all'operazione.

NESSUNA DIFFICOLTA' ATTESA CON AUTHORITIES

La natura amichevole dell'accordo riduce notevolmente il rischio che le autorità di regolazione dei mercati si oppongano all'operazione, ha detto Profumo.

Un portavoce del Governo tedesco oggi ha detto che non spetta al Governo commentare l'operazione.

Intanto sul fronte degli azionisti Hvb, ancora nessuna decisione è stata presa sull'offerta di UniCredit.

In particolare Munich Re, che nella nuova entità dovrebbe avere il 6,3% e che oggi ha il 18% di Hvb, non ha ancora preso nessuna decisione anche se ha offerto un grande sostegno all'operazione, ha spiegato Rampl.

Anche la fondazione austriaca Avz, oggi socia di Hvb col 4%, non ha preso alcuna decisione e si riserva di farlo in settimana, secondo quanto spiegato dal presidente Gerhard Scharitzer.

Rory Flinn, gestore di Agf International Advisors, del gruppo Agf che ha l'1,5% circa di Hvb, ritiene invece che l'offerta di UniCredit abbia un valore "significativamente inferiore" a quello della banca.

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