Ripetitori e Torri radio Wind e 3 Italia in vendita: diversi investitori interessati.

Wind e 3Italia sono intenzionate a mettere in vendite le proprie torri radio e ripetitori facendole confluire in una nuova società specializzata creata ad hoc. E molti investitori sono interessati.



Non sarà solo Dmt a presentare un'offerta per la tower company di Wind e 3Italia che le due società telefoniche sono intenzionate a costituire. Secondo alcune indiscrezioni la joint venture cui i due operatori cogliono conferire le loro torri radio per ridurre i costi di gestione, interesserebbe anche ai fondi Clessidra (intenzionato a correre con Autostrade) e 2i. La nuova società, del valore compreso tra 1,5 e 2 milioni di euro, sarà ceduta entro pochi mesi. Dmt da parte sua sarebbe pronta a offrire 1,5 miliardi di euro.

L'operazione rientra nella strategia attuata da alcuni operatori che, come osserva il Wall Street Journal, "hanno deciso che la proprietà delle torri radio non fa parte del loro core business".

Tra questi anche Deutsche Telekom, che sarebbe intenzionata a liquidare la sua T-Systems Media & Broadcast, dalla cui vendita potrebbe ricavare un miliardo di euro, e altre torri radio che controlla negli Stati Uniti.

Il magnate egiziano Naguib Sawiris, che attraverso Orascom controlla un impero nel settore delle telecomunicazioni, ha spiegato che la vendita delle torri a una società specializzata, oltre a renderne maggiormente efficiente la gestione, consentirebbe a Wind di ridurre gli attuali 6,9 miliardi di euro di debito. Sawiris è convinto che la cessione possa fruttare circa 2 miliardi di euro.

Intanto la società telefonica ha ottenuto il via libera dagli obbligazionisti per rifinanziare il debito senior secured. A fine giugno Wind aveva infatti annunciato di aver richiesto agli obbligazionisti il consenso per usare una linea di credito senior secured da 7,5 miliardi per rifinanziare 5,7 miliardi di altro debito.

Grazie al rifinanziamento, che avverrà a condizioni di mercato migliori, Wind potrà ridurre i costi di indebitamento oltre a estendere la durata del credito.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il