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Pensioni diverse novità già leggi in vigore per uscire prima novità poco conosciute tra pensioni anticipate, cumulo,ricongiunzioni

Nell’attesa di soluzioni definitive dall’esecutivo per andare in pensione prima, quali sono i sistemi già vigenti per uscire prima e come fare




Sono ancora sul tavolo dell’esecutivo diverse proposte volte a cambiare i requisiti di uscita dal lavoro: sono tante le novità per le pensioni che potrebbero prospettarsi ma su cui ancora si temporeggia e che, come confermano le ultime notizie, potrebbero essere approvate solo l’anno prossimo o tra due anni. Obiettivo di forze politiche, sociali e associazioni è quello di definire criteri di pensione agevolata validi per tutti, in modo da poter permettere a chiunque lo volesse di andare in pensione qualche anni prima rispetto ai requisiti stabiliti, seppure a fronte di penalizzazioni. Tra i sistemi in discussione quota 100, mini pensione, quota 41 ma anche modifiche che riguardano ricongiunzioni e cumulo.

Il cumulo e la ricongiunzione sono possibilità per andare in pensione prima già vigenti, ma decisamente poco convenienti, soprattutto a causa dei costi che, nel caso delle ricongiunzioni, sono decisamente onerosi. Si tratta di meccanismi che permettono di sommare tutti i contributi versati nelle diverse gestioni previdenziali al fine di maturare i requisiti di uscita dal lavoro. Per richiedere il cumulo sono di aver raggiunto almeno 60 anni d’età per le donne e 65 anni per gli uomini o 40 anni di contribuzione, o quota 96, cioè 61 anni di età e 35 anni di contributi, e la richiesta deve essere presentata all'ultimo ente pensionistico al quale si è iscritti.

Anche il metodo della sospensione, poco conosciuto, permette di andare in pensione prima, fino a quattro anni dal raggiungimento dei requisiti pensionistici fissati, quindi a partire da 62 anni di età e accettando penalizzazioni. Chi, infatti, va in pensione con la sospensione non riceverà subito l’erogazione dell’intero assegno ma solo una parte di esso calcolata sulla base dei contributi versati fino al momento della pensione ma continuerà a percepire regolare pagamento dei contributi previdenziali dall’azienda presso cui è impiegato.
 
Ma le possibilità di uscita prima già in vigore non finiscono qui: la Manovra approvata lo scorso dicembre ha dato, infatti, il via libera alla cosiddetta staffetta ibrida che, previ accordi con i datori di lavoro, permette ai lavoratori più anziani, cui mancano tre anni al massimo al raggiungimento della pensione finale, di passare dall'impiego full time all'impiego part time, accettando una conseguente riduzione dello stipendio mensile. I contributi previdenziali fino alla maturazione dei normali requisiti pensionistici fissati continuerebbero, comunque, ad essere versati dall'azienda. Il passaggio al part time del lavoratore più anziano permetterà la conseguente assunzione di un lavoratore più giovane e per ogni lavoratore assunto all'azienda sarà concesso un contributo per incentivare le assunzioni.

Per ottenere la pensione prima in un unico assegno, poi, per lavoratori iscritti all'Inps e ai Fondi Ex-Enpals esiste la possibilità di cumulare automaticamente i contributi versati presso i due fondi. In questi casi la liquidazione della pensione spetta alla Gestione presso la quale il lavoratore ha versato maggiori contributi. Il cumulo vale anche per la contribuzione versata nelle gestioni speciali dei lavoratori autonomi a patto che i contributi versati all’Ex-Enpals serva effettivamente per raggiungere il requisito pensionistico previsto da una delle gestioni speciale dei lavoratori autonomi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il