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Pensioni attese novità differrenti da Poletti, Barretta, Boeri, Nannici, Renzi per novità mini pensioni, quota 100, quota 41

Quali sono le prospettive di lavoro sull’attuazione di cambiamenti per le pensioni, posizioni di esponenti dell’esecutivo e tempi probabili




PENSIONI novità E PENSIONI ULTIME NOTIZIE ULTIMISSIME martedì OGGI (AGGIORNAMENTO ore 10:44): Vi sono delle nvoità per le pensioni con metodi e strumenti come quota 100, mini pensioni, quota 41 ufficiali, mentre altri non così certi. Ma ogni Ministero e autorità ne ha uno preferito e anzi dalle ultime notizie e ultimissime paiono addirittura esserci delle divisioni nei dicasteri stessi 

PENSIONI novità E PENSIONI ULTIME NOTIZIE ULTIMISSIME lunedì OGGI (AGGIORNAMENTO ore 18:41): Sono tante le autorià e i Ministeri e gli enti che rappresentano che sono impegnati, almeno stando alle ultime notizie e ultimissime, a studiare il miglior progetto per le novità per le pensioni per permettere di uscire prima con quota 100, mini pensioni o quota 41.

Le prospettive di lavoro sulle novità per le pensioni sembrano, ad oggi, più incerte che mai: seguendo le ultime notizie, ben si capisce come vi sia una forte divisione interna alla maggioranza ma anche all’esecutivo su sistemi di cambiamento e modifiche da realizzare, tra quota 100, quota 41 e mini pensione, e sui tempi. Da qualche giorno, infatti, circola l’indiscrezione secondo cui modifiche per le pensioni potrebbero essere inserite nella prossima Manovra, per entrare un vigore l’anno prossimo, o anche tra due anni se si decidesse di lavorare sui cambiamenti con una legge delega, che arriverebbe in concomitanza con quella per il fondo per gli indigenti. Mossa che potrebbe rivelarsi strategica per l’esecutivo in vista delle elezioni, per riconquistare consensi e fiducia.

Al momento, tuttavia, risultano piuttosto contrastanti le posizioni di autorevoli esponenti dell’esecutivo e premier stesso. Mentre, infatti, il ministro del Lavoro Poletti rimanda alla prossima Manovra le novità per le pensioni, ma tace direttamente sulla questione per modifiche nel breve periodo, il ministro dell’Economia Padoan continua a dirsi convinto del fatto che sarebbe meglio mantenere l’attuale legge pensioni ancora così com’è per un po’, visto che è l’unica che continua a garantire sostenibilità finanziaria al nostro Paese. E apre solo all’assegno universale, modulato a livello europeo e comunitario.

Protagonista del dibattito previdenziale anche il sottosegretario Baretta, che negli ultimi giorni ha parlato di revisione dell’attuale legge pensioni, soprattutto in riferimento ai requisiti di uscita dal lavoro, importante per sostenere l’occupazione giovanile e la riorganizzazione aziendale, puntando ad una maggiore produttività, ma senza uno stravolgimento dell’attuale impianto. Intanto, come prevedibile, anche il nuovo sottosegretario alla presidenza del Consiglio Nannicini ha iniziato a parlare di pensioni, mettendo a punto un possibile piano di cambiamento.

Sulla scia del piano pensioni presentato dal presidente dell’Istituto di Previdenza Boeri, Nannincini ha parlato di un piano di uscita prima a 63 anni di età con penalizzazioni alte necessarie, considerando che, secondo le stime, per permettere una maggiore flessibilità servirebbero circa 5, 7 miliardi di euro che possono essere reperiti solo attraverso penalità a carico di chi decide lasciare prima il lavoro. E si tratta di un meccanismo che riprende quello di uscita a 63 anni e sette mesi con almeno 20 anni di contributi proposto da Boeri e a cui si affiancherebbe anche il piano di quota 42 o 43 che prevede, appunto, l’uscita con 42 o 43 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica ma accettando comunque penalizzazioni.

Per poter rivedere le pensioni, secondo Boeri, che negli ultimi giorni ha rassicurato sui conti dello stesso Istituto, bisognerebbe rivedere il Patto di Stabilità con l’Unione europea, cercando di convincere Bruxelles della convenienza che piani di uscita prima avrebbero, sia in termini di rilancio occupazionale, sia in termini di risparmio, sul lungo periodo. E si tratta di posizioni tacitamente condivise dal premier Renzi, considerando che il piano pensioni di Boeri è stato presentato d’accordo con l’esecutivo e che sia lui che Nanninicini sono stati fortemente voluti dallo stesso premier. Lo stesso Renzi negli ultimi giorni, tornato a parlare di pensioni, ha fatto particolare riferimento all'aumento delle pensioni minime, ben consapevole della necessità di attuare tali aumenti, ma frenato comunque dalla mancanza dei soldi necessari. Renzi, infatti, si è detto rammaricato del dover rimandare tale misure, in attesa della disponibilità di nuovi soldi da investire per la previdenza.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il