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Pensioni prospettive e novitÓ quando, come e tempistiche reali dopo aperture per novitÓ mini pensioni, quota 100, quota 41

Probabilmente cambiamenti concreti per le pensioni arriveranno solo tra due anni: possibile iter di lavoro e proposte di modifica al vaglio




Ci si chiede quali sono le prospettive e le novità per le pensioni ci si potrebbe aspettare dopo le ultime notizie che confermano ennesime aperture a modifiche per le pensioni come quota 100, mini pensione o quota 41, ma anche assegno universale. E’ plausibile pensare che modifiche concrete per le pensioni arrivino tra due anni. Se, infatti, si parla di cambiamenti in via di definizione che, secondo quanto fissato nell’agenda di lavoro del premier così come dalle parole del neo viceministro dell’Economia, potrebbero arrivare l’anno prossimo, nel caso in cui si decidesse di lavorare con una legge delega alla prossima Manovra, servirebbero due anni per l’applicazione di novità concrete per le pensioni.

E coincidenza vuole che proprio nell’anno in cui si terranno le prossime elezioni, potrebbero arrivare legge delega per le pensioni insieme alla legge delega per il fondo indigenza di cui si parla da settimane. Ed è probabile che l’esecutivo decida di lavorare in tal senso, perché arrivare a conclusioni concrete per pensioni e indigenti proprio in vista delle elezioni rappresenterebbe una mossa vincente per conquistare sempre più consensi. Definiti i possibili tempi di lavoro, la domanda più spontanea che vien da farsi è quali novità pensioni l’esecutivo ha intenzione di approvare.

Sul tavolo, ad oggi, vi sono diverse proposte, dai conosciuti piani di quota 100 e mini pensione, quest’ultimo, tra l’altro, di nuovo tornato in auge in quest’ultimo periodo, perché poco costoso, quindi più conveniente e che permetterebbe l’uscita prima, alla quota 41, che prevede l’uscita per tutti con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica, o alla quota 42, 42 come proposto dal presidente dell’Istituto di Previdenza, insieme alle altre misure del suo piano pensioni che prevedono anche ricalcolo contributivo, prelievo di solidarietà tagli degli assegni superiori a 3.500 euro, assegno universale per coloro che hanno un’età superiori ai 55 anni, unificazione e armonizzazione dei diversi trattamenti pensionistici.

Ma il presidente dell’Istituto ha anche pensato al piano di uscita prima a partire da 63 anni e sette mesi e almeno 20 anni di contributi di età con pesanti penalizzazioni, però, fino al 9%, che potrebbe prospettarsi come alternativa all’uscita flessibile a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalità del 2% per ogni anno di anticipo in cui si decide di andare in pensione. Tra le altre proposte al vaglio anche quella di prorogare oltre il 2015 le norme di uscita prima per le donne, anche se, proiettata a due anni, questa misura non sarebbe poi così vantaggiosa e conveniente e si correrebbe il rischio che Bruxelles la bloccasse.

Si tratta, comunque, di un piano di lavoro che dovrà certamente essere messo a punto soprattutto dopo le ultime notizie rese note dal nuovo sottosegretario alla presidenza del Consiglio, secondo cui per cambiare davvero le pensioni bisognerà studiare disponibilità di risorse e sistemi per recuperarne altre eventuali considerando che, secondo le stime, servirebbero circa 5, 7 miliardi di euro l'anno per rivedere l'attuale legge.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il