Ineleggibilità dei politici condannati in via definitiva: Corte dei Conti da ragione a Beppe Grillo

Il procuratore generale della magistratura contabile De Rose ha espresso il suo parere sull'ineleggibilità dei politici condannati in via definitiva per reati di 'cattiva amministrazione': devono essere destituti dagli incarichi e non av



Alla fine il Grillo Parlante non è rimasto solo nella sua crociata contro i privilegi della politica. Anche per la Conte dei Conti, infatti, i politici condannati in via definitiva per "cattiva amministrazione" devono essere destituiti dai loro incarichi senza la possibilità di ricandidarsi.

A dare una mano alla mirabile battaglia del comico più letto della rete è nientemeno che il procuratore generale della Corte Claudio De Rose, classe 1932, più di mezzo secolo nella magistratura e da quarant'anni negli uffici contabili di Viale Mazzini. De Rose, alla vigilia del suo "pensionamento" per sopraggiunti limiti di età (che avverà il 27 agosto) e ricapitolando i risultati raggiunti dalla Procura generale si è tolto lo sfizio di un messaggio chiaro e deciso sulla trasparenza degli ambienti politici. "Chi è condannato in via definitiva deve essere destituito dalla carica che riveste", ha spiegato, precisando "l'ineleggibilità e la revoca del mandato dovrebbero riguardare in particolare chi si macchia di corruzione in tema di appalti o di frodi comunitarie, fenomeno che non accenna a diminuire".

Per il Procuratore Generale il problema è molto serio, e riguarda anche e soprattutto la programmazione economica sulle società pubbliche: "se esse non producono mai utili c'è da chiedersi il perché" e reagire di conseguenza. Anche perché il corretto uso delle risorse pubbliche è "una domanda del Paese". Nel suo discorso di "commiato", De Rose ha trattato diversi temi importanti, ed ha lasciato ampio spazio anche per dei passaggi su politica, giustizia e risorse dell'amministrazione contabile. "Della politica mi infastidisce quella tendeza ad aumentare parti di presenza pubblica alla ricerca di collocazioni che giustificano il rimborso che però non si può contestare alla radice. Ma quando si vanno cercando queste occasioni di esborso per far politica, questo mi da' fastidio". Un fastidio che va di pari passo con la persistente insufficenza di mezzi e risorse a disposizione della Corte dei Conti: "la procura", aggiunge De Rose, "ha bisogno di maggiori mezzi e uomini perché non siamo dotati di sufficiente personale, giudiziario e non, e di denaro. Segnalo che siamo in difficoltà". In tutto, i magistrati distribuiti in tuttte le province italiane sono cento, ma la maggior parte delle inchieste si svolge in Sicilia, Lazio, Campania, Lombardia, Toscana, Puglia: per De Rose potrebbe essere opportuno un potenziamento dei distaccamenti territoriali in queste regioni.

I fan di Beppe Grillo hanno accolto la notizia dell'appoggio della Corte dei Conti alla lotta per la politica pulita con una vera e propria standing ovation virtuale sul blog del comico genovese: in due ore circa duecento commenti hanno invaso lo spazio online. Per l'8 settembre prossimo è prevista una grande giornata di raccolta firme per una legge popolare che al primo punto chiede l'ineleggibilità nel caso di sentenza definitiva o pendente e la revoca del mandato parlamentare. Ma quello di oggi è un giorno che i seguaci del Grillo nazionale ricorderanno a lungo, visto che sempre questa mattina è arrivata la notizia che un'altra Corte, quella di Cassazione, ha depenalizzato l'uso dell'insulto più diffuso. E l'iniziativa di Grillo per la legge sul Parlamento Pulito si chiama proprio "Vaffa-day".

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il