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Tasi, Imu 2016 e tassa nuova su ascensori tra conferme e smentite: novità questa settimana

Al centro delle preoccupazioni la tassa sugli ascensori. Il Ministero chiarisce ma non fino in fondo.




Abolita la Tasi sulla prima casa e confermata la cancellazione dell'Imu sull'abitazione principale, nel corso della settimana al centro delle discussioni c'è stata la questione della tassa sugli ascensori. Esiste davvero? Costerà il doppio delle imposte sulla casa? La vicenda prende le mosse da un bozza di decreto del Ministero dello Sviluppo Economico un controllo straordinario degli ascensori esistenti i cui costi potrebbero essere assegnati ai proprietari. Per il Mise le cose non stanno proprio così e lo schema di decreto prevede che entro i prossimi due anni un apposito nuovo provvedimento dovrà censire gli impianti più vecchi per stabilire casi, tempi e modalità per gli eventuali interventi necessari per l’adeguamento ai requisiti di sicurezza minimi in vigore in Europa".

A proposito di tasse sulle casa, non è previsto dalla legge l'obbligo di rideliberare le aliquote dei tributi se non relativamente al mantenimento della eventuale maggiorazione Tasi, entro il limite della misura applicata nel 2015 e solo per i casi diversi da quelle abolite, a eventuali riduzioni di aliquote o ampliamento di agevolazioni tributarie. Si ricorda che sono escluse dal blocco le entrate di natura extratributaria, come il Cosap (canone per l'occupazione di spazi e aree pubbliche), ma non il canone di pubblicità, considerata dalla Corte Costituzionale entrata tributaria che quindi soggiace al blocco.

E infine alle delibere tariffarie Tari che, nel caso di non disponibilità del Piano finanziario del servizio di gestione rifiuti urbani relativo al 2016, potranno essere aggiornate successivamente entro il il 31 luglio previsto per la salvaguardia degli equilibri di bilancio. Le abitazioni di lusso appartenenti alle categorie catastali A1, A8 e A9, continuano a essere soggette a Imu e Tasi in base alle aliquote deliberate dal Comune. Non deve trarre in inganno la previsione che si riferisce all'imposta sul valore degli immobili situati all'estero e non all'Imu.

Ridotta poi all'1 per mille l'aliquota Tasi per i fabbricati costruiti e destinati dalle imprese edilizie alla vendita finché che permanga questa destinazione e non sano locati. Le amministrazioni comunali possono però modificare l'aliquota, in aumento, sino al 2,5 per mille o, in diminuzione, fino all'azzeramento. Sarebbe stato più equo che questi fabbricati fossero stati esonerati dall'imposta come avviene per l'Imu. Secondo l'articolo 2 del decreto legge 102 del 2013, i beni merce delle imprese non pagano l'Imu. L'agevolazione è condizionata dal fatto che gli immobili non siano locati. Se dati in affitto anche per un breve periodo perdono lo status richiesto dalla norma di legge e sono soggetti all'imposta municipale. Le stesse regole valgono dal 2016 per avere diritto all'aliquota ridotta Tasi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il