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Riforma pubblica amministrazione, rinnovo contratti statali e dipendenti pubblici: nuove indicazioni tagli e contratti due livelli

Cambia ancora la Pubblica amministrazione e si va verso la definizione di nuove norme per i contratti dei dipendenti pubblici: cosa cambierà




Mentre si avvia verso ulteriori cambiamenti il comparto della Pubblica Amministrazione con la nuova riforma firmata dal ministro Madia che ha già cambiato totalmente alcune regole, portando, per esempio, al provvedimento di licenziamento per gli statali assenteisti, i cosiddetti furbetti del cartellino, e dopo le polemiche che nel corso di questi ultimi mesi hanno accompagnato il provvedimento, decisamente minimo, di sblocco del contratto per gli statali, per cui l’esecutivo ha stanziato ‘solo’ 300 milioni di euro che poterebbero, secondo le stime, ad aumenti in busta paga per i dipendenti pubblici di appena 8 euro, si riapre il cantiere proprio sui nuovi contratti degli statali e sul loro rinnovo.

La riforma della P.A., approvata lo scorso agosto, ha affidato all’esecutivo 15 deleghe che mirano a cambiare l'aspetto della Pa su molti fronti e dopo, i provvedimenti già approvati, come quello detto per i furbetti che saranno licenziati entro 48 ore e se recano un danno all’immagine potrebbero vedersi sospendere anche lo stipendio per sei mensilità, ma anche taglio delle partecipate, accorpamento del corpo Forestale ai Carabinieri, mobilità per i dipendenti, stretta sulle retribuzione dei manager, e regole più rigide per le nomine dei dirigenti delle Asl.

Il ministro della P.A. ha dato incarico all’Aran di chiudere la questione che dovrebbe orientarsi su due livelli di lavoro in particolare, prevedendo forme contrattuali che potremmo definire di specificità, ovvero quattro comparti per il pubblico impiego in base al settore di specializzazione, in cui impiegare lavoratori che sono specializzati, appunto, come addetti o nell'amministrazione. I quattro comparti definiti sarebbero quello della sanità; quello della conoscenza, e i comparti dedicati a poteri locali e poteri nazionali.

Considerando che questa divisione vale, dunque, per tutte le realtà, da Ministeri ad agenzie fiscali, a enti pubblici locali, è necessario definire un contratto per tutti, indipendentemente dalla collocazione di lavoro, motivo per il quale è stato pensato di prevedere alcuni aspetti contrattuali uguali per tutti per le parti comuni, cioè in riferimento a malattie, ferie, permessi; e definire una disciplina distinta per le parti speciali dei contratti, la cui strada sembra però ancora lunga.  di alcuni lavoratori

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il