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Taglio tasse Governo Renzi e aumento stipendi 2016-2017: come funziona, calcolo di quanto, importi, esempi e per chi.

L’esecutivo Renzi a lavoro sul piano di taglio delle tasse per quest’anno: i due fronti di lavoro tra decontribuzione e riduzioni Ires e Irpef




Tagliare le tasse per aumentare gli stipendi: l'idea cui l'esecutivo starebbe lavorando prevede la riduzione del cuneo fiscale, con conseguente abbassamento della differenza tra costo lordo e netto del lavoro e aumenti per tutti, dipendenti e autonomi. Detto in questo particolare momento storico del nostro Paese, potrebbe sembrare un'utopia, eppure sembra che si stia accelerando su questo progetto. L'ipotesi, avanzata già tempo fa dall’attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Nannicini, è quella di un taglio di sei punti il cuneo fiscale dei nuovi assunti e di tre punti dei lavoratori da tempo assunti e datori di lavoro.

L'idea, che si sta portando avanti sia in Italia che a livello europeo, secondo quanto spiegato tempo fa da Nannicini, non sarebbe temporanea, come per esempio l’erogazione del bonus di 80 euro in busta paga, ma sarebbe per sempre. Ci si chiede come dovrebbe funzionare questo meccanismo e quanto porterebbe di aumenti in busta paga. Secondo alcune anticipazioni di qualche tempo fa fatte da Repubblica in base ad alcune stime effettuate dalla Uil, se dovesse essere approvata questa riduzione del cuneo fiscale così come proposto, il taglio di sei punti di contributi varrebbe 1.500 euro l'anno per uno stipendio medio da 25 mila euro lordi, cioè 126 euro al mese.

Di questi 1.500 euro, la metà, vale a dire 750 euro, si possono mantenere in busta paga, con una riduzione ulteriore però a causa delle tasse, o investire in fondi pensione. Il capitolo taglio tasse che l’esecutivo dovrebbe mettere in atto entro quest’anno potrebbe però essere portato avanti anche su altri fronti, da Iva a Irpef. Il viceministro dell’Economia Morando ha chiaramente detto che bisogna innanzitutto bloccare sull’Iva sull’attuale percentuale almeno fino al 2019, quindi tagliare l’Ires, almeno di quattro punti, per poi abbassare anche l’Irpef.

La cosa più efficace, per Morando, sarebbe la riduzione dei contributi, ma la strada per abbassare le tasse potrebbe prevedere diversi percorsi, e tutti fattibili, sempre a condizione che l’Unione europea lascia i margini di flessibilità di manovra previsti. Il piano di taglio delle tasse in Italia potrebbe essere presentato già il 12 marzo prossimo in occasione dell'incontro tra i leader del Pse, che precederà il Consiglio europeo del 17.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il