BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni novità e prospettive pensioni anticipate tra due anni seppur novità urgenti devono essere affrontate prima

Cambiamenti reali per le pensioni potrebbero arrivare solo tra due anni, eppure tra necessità di revisione dei requisiti di uscita e conti Istituto di previdenza sono diverse le urgenze da affrontare subito




La strada per la definizione delle novità per le pensioni potrebbe riprendere da tre passaggi fondamentali come riportano le ultime notizie, vale a dire prima definizione del nuovo Def, il Documento di Economia e Finanza che in base alla reale disponibilità di soldi decide gli stanziamenti per l’attuazione di prossimi provvedimenti tra cui ovviamente anche le novità per le pensioni; approvazione del Fondo per gli indigenti che contiene chiaramente novità per le pensioni; e prossima Manovra Finanziaria, i cui provvedimenti da inserire inizierebbero ad essere discussi dopo la presentazione del Def, che dovrebbe arrivare entro il 28 aprile, per poi essere approfonditi tra settembre e novembre in vista dell’approvazione di fine della nuova Manovra e dove da sempre le maggiori attese vi sono per le novità sulle pensioni

L’iter sembrerebbe, dunque, ben chiaro e definito, il problema è capire quali saranno le misure che davvero saranno discusse per essere approvate, tra cui le novità per le pensioni, e quanti soldi sono disponibili. Secondo le ultime notizie, qualcosa potrebbe essere fato per il prossimo anno a livello di pensioni, come del resto riporta la stessa agenda di lavoro del premier, ma probabilmente anche tra due. Se, infatti, reali novità per le pensioni venissero messi a punto con la nuova Manovra ma non definiti da decreti attuativi ma da un collegato, il tempo si allungherebbe fino a quel 2018 in cui è anche previsto il via al fondo per gli indigenti, ma per cui sono anche programmate le prossime elezioni. Tutto, dunque, sarebbe calcolato in base all’esigenza dell’esecutivo di recuperare fiducia e consensi e le novità per le pensioni sarebbero fondamentali visto che nei sondaggi sono tra le più richieste.

Eppure vi sono urgenze sempre che si pososno rifare alle novità per le pensioni che devono essere affrontate prima: la prima riguarda le migliaia di persone bloccate nel loro percorso di uscita dal lavoro con le ricongiunzioni, al momento decisamente onerose, che meritano quindi di essere rese gratuite in modo da rappresentare una soluzione di uscita prima per alcuni lavoratori e di rilancio dell’occupazione giovanile, ancora problema urgente da risolvere; la seconda urgenza sempre riguardo le novità per le pensioni è la necessità di revisione della stessa organizzazione dell'Istituto previdenza, piano annunciato anche dal presidente dell’Istituto stesso, che sembra confermare come effettivamente le cose meritino di essere cambiate anche considerando la questione dei contributi non versati allo stesso Istituto che, secondo quanto accertato dagli ultimi dati, ne perde ben 8 all’anno arrivando a quota 100 miliardi di euro quest’anno.

Eppure è lo stesso presidente a rassicurare sulla buona tenuta dell’Istituto, spiegando, durante un suo ultimo intervento, che i cittadini non devono preoccuparsi di un eventuale disavanzo per quest’anno, ma tornando a ribadire che l’anno delle novità per le pensioni sarà questo e il prossimo Tra i suoi piani per le novità per le pensioni, quota 41, che diventerebbe 42, 43; uscita prima di tre anni, cioè a 63 anni e sette mesi con almeno 20 anni di contributi e penalizzazioni, ma anche introduzione dell’assegno universale per chi ha più di 55 anni. Per sostenere l’occupazione, si potrebbe però spingere su novità per le pensioni basate su sistemi di sperimentazione di quota 100, mini pensioni, quota 41 con fondi e tempi vincolati.

Al momento si è tornati a parlare della mini pensione come novità per le pensioni come sistema privilegiato perché, in questa ottica, costerebbe meno, pur sempre affiancata però da quota 100 e quota 41 per cui potrebbero essere impiegati o parte dei fondi avanzanti da quei 2,5 miliardi di euro stanziati per la proroga dell’uscita prima delle norme ma che non potranno più essere rinviate, perché rischiano di creare discriminazioni ulteriori e potrebbero essere bloccate da Bruxelles che già ha richiamato l’Italia sulla questione; o recuperate nuove risorse economiche dal taglio dei vitalizi d’oro, da cui si recupererebbero alcuni milioni di euro

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il