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Pensionati e pensioni riforma Governo Renzi 2016 e novità taglio tasse Irpef e Ires professionisti, dipendenti statali, privati

Alcune delle novità fiscali già in vigore quest’anno e nuovo taglio tasse in arrivo. Come funzionerà e per chi varrà




Sono diverse le novità fiscali che da quest’anno 2016 sono in vigore ma la domanda più ricorrente di oggi è quando ci sarà l’annunciato taglio di tasse e aumento di stipendi? Come funziona e da quando? E’ di questi ultimissimi giorni l’annuncio del nuovo taglio delle tasse al vaglio dell’esecutivo e che dovrebbe portare a conseguenti aumenti degli stipendi. L’ipotesi cui si sta lavorando prevede la riduzione del cuneo fiscale, con conseguente abbassamento della differenza tra costo lordo e netto del lavoro e aumenti per tutti, dipendenti e autonomi, e prevederebbe un taglio di sei punti il cuneo fiscale dei nuovi assunti e di tre punti dei lavoratori da tempo assunti e datori di lavoro.

Se dovesse essere approvata questa riduzione del cuneo fiscale, il taglio di sei punti di contributi varrebbe 1.500 euro l'anno per uno stipendio medio da 25 mila euro lordi, cioè 126 euro al mese, e la metà di 750 euro si potranno o mantenere in busta paga, tassati, o investire in fondi pensione. Il taglio tasse che l’esecutivo dovrebbe mettere in atto entro quest’anno potrebbe però essere portato avanti anche su altri fronti, da Iva a Irpef. Il viceministro dell’Economia Morando ha chiaramente detto che bisogna innanzitutto bloccare sull’Iva sull’attuale percentuale almeno fino al 2019, quindi tagliare l’Ires, almeno di quattro punti, per poi abbassare anche l’Irpef.

Nuovo anche il regime fiscale per chi apre una nuova Partita Iva e sono previsti cambiamenti per regime di minimi e forfettario, mentre tutto resta uguale per l’ordinario. Se lo scorso anno chi decideva di aprire una Partita Iva poteva scegliere se aderire al regime dei minimi o a quello forfettario, quest’anno può scegliere il nuovo regime dei minimi che prevede un’aliquota al 5% per i primi cinque anni di attività e per un limite di guadagno stabilito a 30 mila euro. Passati i primi cinque anni, indipendentemente dall’età anagrafica, e sempre rimanendo nella soglia dei 30 mila euro di guadagno, si passa all’aliquota al 15%, che si può mantenere per sempre se non si superano i limiti di guadagno fissati.

Se si superano, infatti, le soglie di guadagno stabilite, si dovrà passare al regime ordinario, con pagamento dell’Iva al 22% e Irpef al 23%, con possibilità di detrarre e durre tutti i costi, cosa non possibile invece se si aderisce al regime agevolato. Siamo in attesa, invece, di ulteriori chiarimenti sul rinnovo dei contatti degli statali: restano infatti ancora da sciogliere i nodi su aumenti degli stipendi e premi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il