BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni inziative, decisioni e novità esclusivamente negative colpiscono chi vuol andare in pensione prima, pensionati, pensiondi

Poche novità pensioni in Italia e non sono solo le ultime notizie a rivelarlo. I risultati raggiunti sono stati pochi.




PENSIONI novità E PENSIONI ULTIME NOTIZIE ULTIMISSIME giovedì 3 marzo OGGI (AGGIORNAMENTO ore 19:51): E' questa la triste verità dei dati, non è piacevole, forse appare fin troppo semplicistico da dire o sembra solo propaganda, ma alla luce anche delle ultime e ultimissime notizie sembra davvero così.

Da due anni a questa parte le novità pensioni sono poche e insufficienti e rendere socialmente più sostenibile l'impalcatura delle pensioni. Non si tratta di fare disfattismo, ma di ascoltare la voce di chi vorrebbe andare in pensione ma non può e dei giovani che fanno fatica a entrare nel mondo del lavoro proprio per la difficoltà di attuare una vera politica di turn over generazionale. A conferma del quadro negativo sulle novità pensioni ci sono i tanti report, elaborati da organi nazionali e sovranazionali, che raccontano come la situazione in Italia si precaria. Paradossalmente la spesa per pensioni è molto alta ma il livello di scontentezza è alle stelle.

Il punto è che fino a questo momento sulle pensioni si sta andando avanti a suon di correttivi. Solo per citare il caso più recente, la recente proroga del contributivo donna (le lavoratrici possono andare in pensione a 57 o 58 anni e 3 mesi di età, se dipendenti o autonome maturando il requisito entro il 31 dicembre di quest'anno, in cambio del ricalcolo con il meno vantaggioso sistema contributivo) non è altro che un aggiustamento in corso delle regole in vigore. Evidentemente c'è qualcosa di strutturale che non va bene in questa legge sulle pensioni, al di là del continuo aumento dell'età pensionabile, su cui occorre mettere mano in tempi brevi.

Le prospettive non sembrano poi incoraggianti perché per diminuire le tassi, come lasciato intendere da Palazzo Chigi quale prossimo punto nell'agenda delle riforme, l'intenzione è di tagliare una parte dei contributi previdenziali. Le attenzioni sono dunque spostate altrove e le pensioni scalano nell'agenda delle priorità. E poi c'è un problema economico da non sottovalutare alla luce dei numeri su debito pubblico e deficit. Ai massimi il debito italiano, arrivato al 132,6% del Pil, al top dal 1995, da quando cioè sono state ricostruite le serie storiche. In valore assoluto, il debito del 2015 si attesta a circa 2.170 miliardi di euro, un livello record.

Inevitabilmente restano quindi fermi in un cassetto i disegni di legge sulle novità pensioni sull'applicazione di quota 100 ovvero della somma fra età anagrafica ed età contributiva da maturare per andare in pensione, sul turn over generazionale da far passare gradualmente attraverso il part time, sull'introduzione di una penalizzazione non superiore all'8% per chi si ritira a 62 anni di età con il versamento di 35 anni di contributi, sul ricalcolo dell'assegno per tutti con il contributivo, sulle mini pensioni per chi si trova a pochi anni dalla maturazione dei requisiti per andare in pensione.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il