Google cala del 7% in Borsa dopo la trimestrali minore delle aspettative

I risultati trimestrali di Google deludono i mercati. L'azienda di Mountain View cresce ma non quanto si aspettavano gli analisti: e il titolo scende del 7% nell'after hour



Le aspettative erano alte, come sempre. E, per una volta, Google non le ha rispettate. Pur mettendo assieme numeri che farebbero invidia al 90 per cento delle aziende della terra, la creatura di Larry Page e Sergey Brin ha lasciato i mercati con l'amaro in bocca tanto che nelle contrattazioni seguite alla chiusura del Nasdaq un'ondata di vendite ha colpito il titolo facendolo scendere del 7 per cento. Ma questa non è stata l'unica cattiva notizia di ieri per l'azienda. Il Congresso degli Stati Uniti, infatti, ha fatto sapere che investigherà sull'acquisizione di DoubleClick.

Ma cominciamo dai numeri. Basta dare un'occhiata alle cifre per rendersi conto che, come sempre, quando c'è di mezzo la volatile finanza, la questione non è tanto la realtà quanto le aspettative riguardo a questa. Google ha abituato così bene la comunità finanziaria che basta che le performance siano un po' meno scintillanti del solito perché a Wall Street e dintorni si vedano facce perplesse.

E se i numeri dicono che l'utile netto dell'azienda è cresciuto del 28 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, la comunità finanziaria è rimasta lo stesso delusa: si attendeva che i guadagni trimestrali raggiungessero il miliardo di dollari e invece si sono fermati "solo" a 925 milioni di biglietti verdi. I ricavi, invece, sono saliti a 3,87 miliardi di dollari, vale a dire un progresso del 58 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Non male. Peccato che le previsioni fossero state fissate al 60 per cento.

Questione di punti di vista, dunque. E non è detto che quelli della borsa siano necessariamente i migliori. Tanto più che tra le ragioni di una performance al di sotto delle (altissime) attese c'è, a ben guardare, proprio uno dei punti di forza di Google: la capacità di attrarre i migliori talenti sul mercato. I dipendenti di Google sono saliti a 13.786 e sono una delle ragioni per cui i costi di esercizio sono cresciuti dell'85 per cento rallentando i profitti. Un fattore riconosciuto dallo stesso Eric Schmidt: "Abbiamo speso più di quanto preventivato", ha ammesso. Anche se il Ceo di Google si è guardato bene dallo sconfessare la politica di assunzioni dell'azienda: "Abbiamo deciso che non si è trattato di un errore. Le persone che abbiamo preso sono così brave che siamo contenti di averlo fatto".

Per il resto, va notato come l'azienda sia sempre più internazionale anche dal punto di vista dei risultati economici: il 48 per cento dei ricavi ormai arriva dall'estero (era il 42 per cento l'anno scorso). La pubblicità resta sempre il cuore del business con il 99 per cento del fatturato che viene dall'advertising.

DoubleClick: il Congresso vuol vederci chiaro
Ma quella di ieri non è stata una giornata piacevole per Google anche su altri fornti. Il Congresso degli Stati Uniti, infatti, ha fatto sapere di volerci vedere più chiaro sull'acquisizione di DoubClick, operazione che già ha destato le perplessità dei concorrenti e della Federal trade commission (Ftc). Come racconta il New York Times, esponenti della Commissione giudiziaria del Senato e della Commissone per l'energia e il commercio della Camera hanno annunciato l'intenzione di convocare audizioni con i rappresentanti dell'azienda e di far partire indagini sulle conseguenze dell'operazione per il mercato della pubblicità online e per la privacy dei consumatori.

Insomma, la strada per l'approvazione dell'accordo da parte della Ftc potrebbe essere non del tutto agevole. Come ricorda il Wall Street Journal gli avvocati che seguono la vicenda pensano che il "processo possa durare parecchi mesi". E le audizioni congressuali potrebbero dare agli oppositori dell'accordo (concorrenti ma anche associazioni di consumatori) nuove occasioni per manifestare le proprie preplessità e quindi aumentare la pressione sulla Ftc.

Come è noto l'acquisizione, portata a termine con un esborso complessivo di 3,1 miliardi di dollari, ha scatenato un effetto domino nel settore. Yahoo! ha annunciato che sborserà 680 milioni per l'80 per cento di RightMedia; per una cifra simile WPP, colosso mondiale della pubblicità, si accaparrerà invece 24/7 Real Media, mentre Microsoft si è lanciata nell'acquisto di aQuantitative per ben 6 miliardi di dollari.

Il mercato della pubblicità online americano nel 2006 ha raggiunto il valore di 16,9 miliardi di dollari.

Ti è piaciuto questo articolo?





Vuoi rimanere aggiornato su argomenti simili?

Inserisci la tua email qui:

Accetto la Privacy Policy

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione



Commenta la notizia
di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il