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Pensioni segnali e novità di questo avvio del mese non sono ottimistici per novità quota 100, mini pensioni, quota 41

I primi segnali di questo mese di marzo sulle novità pensioni non sono affatto incoraggianti. Troppi i nodi da sciogliere.




PENSIONI novità E PENSIONI ULTIME NOTIZIE ULTIMISSIME: E poi, vi è la scarsa affluenza nelle primarie che portano sicuramente a ripensare a quella mossa inaspettate per stupire a cui l'esecutivo sta pensando e che potrebbe essere, per essere più generale possibile e colpire più elettori un taglio delle tasse che potrebbe essere come abbiamo visto nelle ultime notizie finanziato con il riordinamento delle detrazioni e agevolazioni e nessuna novità per le pensioni, anche se altri pensano che qualcosa si potrebbe fare anche per le pensioni visto che i sondaggi sono negativi su questo tema.

PENSIONI novità E PENSIONI ULTIME NOTIZIE ULTIMISSIME: Uno dei problemi è la lettera di richiamo che sta arrivando e che non ci si attendeva sui conti con la richiesta di alcune sistemazioni. Non è che vi saranno procedure di infrazione, ma bisognerà per forza rivedere alcune cose e questo non può che bloccare le novità per le pensioni e altre tematiche allo studio o almeno bloccarle. Sembrava scongiurata e, invece, arriverà segno che come si diceva e come riferivano le ultime notizie la situazione economica non è affatto positiva, anzi.

PENSIONI novità E PENSIONI ULTIME NOTIZIE ULTIMISSIME: In realtà i dati economici sembrano essere molto positivi riferiti dalle ultime notizie e ultimissme, ma se si analizzano bene come faremo non c'è una univocità e la crisi morde ancora. Ma non è questo, o meglio non è solo questo che deve far preoccupare come abbiamo visto e come vedremo sia per le novità per le pensioni che per le differenti tematiche.

PENSIONI novità E PENSIONI ULTIME NOTIZIE ULTIMISSIME: Un mese denso di attese dove si potranno prendere molte decisioni per i cambiamenti sulle pensioni in diversi passaggi che stanno procedendo ma che sicuramente almeno inizialmente non sembra essere cominciato bene

Solo i più ottimisti possono credere nell'introduzione di novità pensioni in questo mese di marzo. Sono infatti troppi i segnali negativi che lasciano capire come le pensioni non solo non rientrino tra le priorità di questo esecutivo, ma che i cambiamenti su cui è aperto il confronto a Palazzo Chigi non siano tali da far credere a una vera svolta sulle pensioni. Il segnale più recente è arrivato dalla decisione di dirottare alla riduzione delle tasse anziché al finanziamento delle pensioni, i fondi che saranno recuperati dal taglio delle detrazioni. Rispetto agli scenari prospettati solo fino a poche settimane fa, il cambio di rotta è evidente.

Un'altra partita da seguire da vicino è quella della scelta del nuovo presidente di Confindustria tra Vincenzo Boccia, Marco Bonometti, Aurelio Regina e Alberto Vacchi. L'associazione degli industriali ha infatti sempre seguito da vicino le novità pensioni, rispetto a cui a proposta condivisa è di dare il via a una stagione di staffetta generazionale tra giovani e anziani con l'obiettivo di rilanciare l'economia nel segno della produttività e della competitività. Naturalmente non sarà facile perché le poche novità sulle pensioni in tal senso sono state poche, frammentarie e insoddisfacenti e non in grado di restituire un nuovo volto al sistema previdenziale

A fine anno è stata approvata la staffetta ibrida per i lavoratori 63enni del comparto privato che possono concordare con il proprio datore di lavoro il dimezzamento l'orario di impiego con il mantenimento del 65% dello stipendio e il versamento di tutti i contributi previdenziali. Non è prevista l'assunzione di un giovane in sua sostituzione e l'impatto sulle pensioni nel suo complesso è piuttosto limitato. Proprio questo è il punto: i provvedimenti che negli ultimi anni sono stati introdotti per le novità pensioni sono stati correttivi e destinati solo ad alcune categorie di lavoratori. Continua a mancare un disegno complessivo sulle pensioni.

Stessa cosa, ad esempio, si può dire per la proroga per un anno in via sperimentale del contributivo donna con cui permettere l'accesso al trattamento previdenziale alle lavoratrici con 57 anni e 3 mesi di età e 35 anni di contributi se dipendenti o a 58 anni e 3 mesi se autonome, in cambio del ricalcolo dell'assegno della pensione con il contributivo. Nulla da fare per la parità di trattamento tra tutte le tipologie di lavoratrici o l'interruzione della fase sperimentale così da rendere la misura strutturale.

Continuano quindi a rimanere escluse le proposte suggerite nei mesi scorsi, come l'introduzione dell'assegno universale, l'innalzamento delle pensioni minime, l'applicazione di quota 100, intesa come somma di età anagrafica e anni di contribuzione necessari per andare in pensione, il congedo anche 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazione massima dell'8%, l'introduzione delle mini pensioni per gli over 55 senza lavoro e senza assegno di pensione. Alla base di questa staticità, continuano a ripetere a Palazzo Chigi, ci sono problemi economici. Lo Stato non sarebbe in grado di finanziare questi provvedimenti ovvero di smantellare l'attuale legge sulle pensioni, così sostenibile dai conti pubblici.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il