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Pensioni posizioni nuove, novità, obiettivi attuali differenti Poletti, Renzi, Boeri, Damiano, Nannicini, Padoan, Zanetti

Diversi gli obiettivi che gli esponenti dell’esecutivo si propongono di mettere a punto tra novità delle pensioni e altri interventi prioritari: quali sono e cosa prevedono




PENSIONI novità E PENSIONI ULTIME NOTIZIE ULTIMISSIME: Tanti sono i protagonisti delle novità per le pensioni e delle prospettive di cambiamento che emergono dalle ultime notizie e ultimissime. E se analizziamo bene ognuno ha le proprie posizioni, con una certa similarità, ma con anche differenze che sembrano dalle ultime notizie e ultimissime aumentare invece che diminuire.

Diversi gli obiettivi che gli esponenti dell’esecutivo si propongono di mettere a punto tra novità delle pensioni e altri interventi prioritari. Si tratta di divergenze confermate anche dalle ultime notizie sul nuovo piano di taglio delle tasse, riduzione del cuneo fiscale e conseguente aumento degli stipendi per tutti, da lavoratori dipendenti ad autonomi e pensionati, che sembrerebbe rappresentare in questo momento una nuova priorità per l’esecutivo stesso. Si tratta di una priorità confermata dal ministro dell’Economia Padoan, che proprio in questi giorni, continuando a tacere sulle novità per le pensioni che come ben noto non rientrano tra i suoi impegni al momento, ha ribadito come sia importante agire sul taglio delle tasse per i cittadini.

E tra le novità per le pensioni, sembra aprire ancora solo all’introduzione dell’assegno universale che, come da lui stesso proposto qualche tempo fa, dovrebbe essere esteso a livello comunitario per fronteggiare la crisi occupazione lasciata in eredità dalla crisi economica che continua a farsi sentire in Europa. Ma oltre l’assegno universale, non vi è alcuna altra modifica al vaglio del ministro per la revisione dell’attuale legge pensioni che continua a sostenere di dover lasciare ancora così com’è per un po’. Controversa la posizione del neo viceministro dell’Economia Zanetti che da sempre si dice d’accordo sull’attuazione di novità per le pensioni, volte soprattutto al rilancio dell’occupazione giovanile, ma che negli ultimi tempi è rimasto in silenzio sulla questione, sostenendo che innanzitutto serve quel piano di taglio delle tasse di cui si stanno definendo i contorni.

Decisamente diversa la posizione del neo sottosegretario alla presidenza del Consiglio Nannicini, particolarmente vicino al presidente dell’Istituto di Previdenza Boeri, di cui condivide le sue misure per cambiare le pensioni, ma che in questi ultimi giorni, come le stesse ultime notizie confermano, ha chiaramente definito risorse e necessità per approvare piani di uscita anticipata. Riprendendo l’idea di Boeri di uscita a 63 anni e sette mesi di età, cioè tre anni prima rispetto alla soglia fissata dei 66 anni e sette mesi quest’anno, con almeno 20 anni di contributi, Nannicini ha calcolato che servirebbero dai 5 ai 7 miliardi di euro da recuperare attraverso l’imposizione di elevate penalità che sfiorerebbero il 10%.

Lo stesso Nannici vorrebbe iniziare a definire un collegato alla prossima Manovra Finanziaria, così come prospettori negli ultimi giorni, ma vuole lasciare anche prima spazio al premier Renzi per definire, a sorpresa, quel piano di riduzione delle tasse per tutti che certamente farebbe tirare un sospiro di sollievo a tutti. Boeri da canto suo sosterrebbe in primis novità per le pensioni, da uscita prima, ad assegno universale per gli over 55 ben modulato in base al quoziente familiare, alla revisione delle ricongiunzioni da rendere gratuite, insieme alla semplificazione del cumulo.

E se nelle intenzioni di Boeri ci sono innanzitutto le novità per le pensioni e in quelle del premier i tagli delle tasse, il ministro del Lavoro Poletti, al momento in silenzio sulle pensioni, vuole continuare ad impegnarsi su misure per il rilancio dell’occupazione, sulle indennità per chi non ha un impiego e su misure di contrasto alla povertà, definendo politiche attive di reinserimento con contemporanea erogazione dell’assegno universale di due anni.

Ferma invece la posizione del presidente del comitato ristretto per le pensioni a Montecitorio Damiano che non molla: punta dritto a convincere l’esecutivo dell’urgenza sempre più evidente di approvare novità per pensioni per anticipare l’uscita dal lavoro per tutti. E rilancia ancora una volta sul piano di uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalità del 2% in base all’anno di anticipo in cui si decide di lasciare la propria occupazione, ma anche sulla quota 41, per un’uscita per tutti con 41 anni di contributi senza alcun limite anagrafico ma sempre a fronte di penalizzazioni.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il