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Pensioni attuali e novità strategie e posizioni Nannicini, Padoan, Renzi, Poletti su novità mini pensioni, quota 41, quota 100

Le ultime posizioni di Poletti, Padoan, Renzi, Nannicini su cambiamenti e novità pensioni: le recenti affermazioni e prospettive




Continuano ad essere differenti e talvolta contrasti le novità sulle pensioni su cui esponenti dell’esecutivo intendono andare avanti. E le ultime notizie sullo loro recenti affermazioni lo confermano: c’è chi spinge su sistemi di uscita prima come quota 100, quota 41, mini pensione, a fronte di penalizzazioni, chi innanzitutto sull’assegno universale. Di certo c’è che le novità per le pensioni non sembrano poter trasformarsi in realtà nel breve periodo. Il ministro del Lavoro Poletti solo qualche settimana fa ha parlato della possibilità di inserire novità per le pensioni nella prossima Manovra, senza, però, dare alcuna certezza e facendo capire che ogni novità sarebbe comunque pensata e collegata all’occupazione.

Tutto, dunque, in funzione di un rilancio dell’occupazione giovanile, attraverso novità e sistemi che consentano di andare in pensione prima ai lavoratori più anziani. Decisamente diversa la posizione del ministro dell’Economia Padoan, mai stato d’accordo con le intenzioni di cambiare l’attuale legge né su novità per anticipare l’uscita rendendo i requisiti oggi in vigore più morbidi e flessibili. Aperture, invece, sono arrivate nei confronti dell’assegno universale livello comunitario. E’ infatti questa, come ribadiscono le ultime notizie, l’unica novità per le pensioni sostenuta dal ministro che, per le novità future, ha fatto ben capire di essere concentrato sul taglio delle tasse innanzitutto.
 
Il neo sottosegretario alla presidenza del Consiglio Nannicini, dal canto suo, sostiene le sue misure per cambiare le pensioni proposte dal presidente dell’Istituto di Previdenza, e riprendendo proprio dal suo piano l’uscita a 63 anni e sette mesi di età, cioè tre anni prima rispetto alla soglia fissata dei 66 anni e sette mesi quest’anno, con almeno 20 anni di contributi, Nannicini ha calcolato che servirebbero dai 5 ai 7 miliardi di euro che si potrebbero recuperare imponendo penalizzazioni quasi al 10% per chi decide di uscire prima.  

Novità per le pensioni sono arrivate dal premier Renzi: dopo aver detto chiaramente che al momento non sono disponibili le risorse economiche necessarie per procedere ad un aumento generalizzato delle pensioni minime, che aveva detto aver intenzione di aumentare da 500 a 800, mille euro, e aver chiarito di voler continuare a impegnarsi per novità per le pensioni più flessibili, cosa che si augura di poter fare con il suo esecutivo l’anno prossimo, Renzi è tornato a parlare anche di assegno universale.

Ma, secondo le ultime notizie, le sue posizioni di ora sarebbero diverse da quella di qualche tempo fa: se, infatti, inizialmente il premier appoggiava questa misura di sostegno a chi si ritrova in difficoltà lavorativa ma non può ancora andare in pensione, le novità riportano che al momento ne sarebbe contrario. In particolare, Renzi avrebbe detto che il suo obiettivo è quello di poter garantire a chiunque un’occupazione non dare ‘un’elemosina’. Secondo lui, infatti, bisogna sostenere le condizioni lavorative non un cuscino su cui adagiarsi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il