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Pensioni novità direzioni nuove con una triplice svolta per novità mini pensioni, quota 41, quota 100

Dall'introduzione di novità sulle pensioni potrebbe arrivare un riavvicinamento tra elettori e politica.




PENSIONI novità E PENSIONI ULTIME NOTIZIE ULTIMISSIME: La mossa a sorpresa per colpire gli elettori ci deve essere, ma come detto i fondi sono davvero pochi. Una possibilità sarebbe quella di lavorare con Deleghe, ovvero fare dei collegati alla manovra finanziaria che per diventare operativi ci impigherebbero due anni circa. Sarebbe qualcosa di più di un annuncio, vincolante fino ad un certo punto perchè durante l'iter le novità potrebbero cambiare costantemente sia che si tratti di novità per pensioni che per tasse.

PENSIONI novità E PENSIONI ULTIME NOTIZIE ULTIMISSIME: E' anche possibile che vengano fatte entrambe le novità sia per le pensioni che per le tasse in vista delle elezioni comunali, ma in una sorta di contentino, anche perchè, bisogna riuscirci in pratica senza fondi. Ma in questo modo si eviterebbe la crisi interna del partito e la minaccia di un Congresso.

PENSIONI novità E PENSIONI ULTIME NOTIZIE ULTIMISSIME: Le elezioni primarie possono condurre a diverse svolte importanti per le novità per le pensioni e la composizione della maggioranza stessa. Da una parte possono aprire ad una sorpresa inaspettata, ad una sorta di accelerazione su alcuni punti sia per vincere nei cofnronti dell'elettorato sia per tenere stretto il partito. Dall'altra parte lo stesso partito potrebbe entrare in una crisi interna con ulteriori ripercussioni non per forza negative. Infine, una terza possibilità una mossa a sorpresa che, però, non contempli, anzi tagli del tutto le novità sulle pensioni, per dare dei benefici sul fronte imposte.

Proprio alla luce delle delusioni delle primarie del centrosinistra potrebbero arrivare novità sulle pensioni. In fin dei conti, l'esecutivo agisce anche in base ai segnali che arrivano dalle elezioni. Ci sono tre dati sulle primarie da prendere in considerazione nella prospettiva delle novità pensioni. La prima è positiva per il premier che, ricordiamolo, è anche segretario del Partito democratico. Hanno vinto i suoi candidati. A Roma, Roberto Giachetti, 54 anni, vicepresidente della Camera dei deputati, ha avuto la meglio su Roberto Morassut, 52 anni, già nella giunta Veltroni; Domenico Rossi, 64 anni, sottosegretario alla Difesa; Stefano Pedica, 58 anni, ex senatore dell'Italia dei valori; Chiara Ferraro, 24 anni, candidata civica; Gianfranco Mascia, 54 anni, portavoce dei Verdi. A Napoli Valeria Valente, 39 anni, l'ha spuntata su Antonio Bassolino, 68 anni, già due volte sindaco; Marco Sarracino, 26 anni, arriva dalla sinistra del Partito democratico; Antonio Marfella, 59 anni, candidato del Partito socialista italiano.

Di contro, a Roma l'affluenza è stata piuttosto bassa: hanno votato circa 50.000 romani, un dato molto inferiore rispetto ai 100.000 che scelsero Marino tre anni fa. A Napoli la partecipazione è andata un po' meglio ma comunque non benissimo: si è toccata soglia 30.000 votanti, ma alle scorse primarie per il sindaco erano stati 45.000. Appare quindi chiaro come lo scollamento tra gli elettori e la politica non si sia ricomposto. E, anzi, se possibile è anche più pronunciato. Non c'è dubbio che l'inerzia registrata sul fronte delle pensioni ovvero un progressivo peggioramento delle condizioni sia per chi in pensione c'è già e chi deve ancora andarci, sta pesantemente influenzando i rapporti. Proprio le pensioni è una di quelle questioni più socialmente avvertite, ma in parallelo più politicamente trascurate. Da qui la possibilità di qualche sorpresa, seppur solo correttiva, del sistema previdenziale.

Non sorprende allora che le novità pensioni avanzate nelle ultime settimane siano state costantemente messe da parte. E allo stato non sembra esserci le condizioni, politiche ed economiche, per una loro ripresa. Ci sta provano il Gruppo ristretto pensioni a Montecitorio, ma senza grandi risultati. La novità degli ultimi giorni passa dal coinvolgimento dell'Istituto nazionale della previdenza sociale per avere un nuovo rapporto sul reale costo delle misure, in particolare quelle che prevede il pensionamento anche a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazione dell'8% sull'assegno della pensione, costantemente rifiutato per l'eccessivo impegno economico richiesto allo Stato.

In parallelo non trovano spazio l'applicazione di quota 100 quale somma di età anagrafica e anni di contribuzione da raggiungere per andare in pensione; quota 41 per chi ha iniziato a lavorare in giovane età ovvero l'apertura delle porte della pensione con 41 anni di contributi versati, senza tenere conto dell'età; le mini pensioni, sostenute dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, a favore di chi, oltre i 55 anni, si trova senza lavoro e senza assegno di pensione; il ricalcolo delle pensioni per tutti con il contributivo; la staffetta generazionale per legge.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il