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Pensioni ultime novità oggi mercoledì e giovedì da Bce e Ue per novità riforma pensioni con quota 100, mini pensioni, quota 41

Le novità pensioni passano anche dalle ultime notizie che arrivano da Bruxelles e dalla riunione della Banca centrale europea di giovedì.




PENSIONI novità E PENSIONI ULTIME NOTIZIE ULTIMISSIME mercoledì 9 marzo OGGI (AGGIORNAMENTO ore 13:22): E in primavera ci sarà anche la risposta sui soldi della clausola immigrazione quei famosi tre miliardi circa che per loro natura temporanea sarebbero stati ottimi per delle misure temporanee di prova sperimentali per le novità per le pensioni come quota 100 o quota 41 con tempi e fondi limitati. Ma a questo punto, in base alle ultime notizie, potrebbero essere usati per la mossa a sorpresa che si vorrebbe fare per le elezioni comunali (pensioni o tasse seppur minime) anche se non basterebbero affatto. L'ipotesi più verosimile sarebbe quella di andare a sistemare quel zero e virgola qualcosa che l'Ue ci chiede.

PENSIONI novità E PENSIONI ULTIME NOTIZIE ULTIMISSIME mercoledì 7 marzo OGGI (AGGIORNAMENTO ore 9:49): E' arrivata oggi la risposte dell'Ue per quanto riguarda i conti. Al momento nessuna infrazione e nemmeno un richiamo. Tutto spostato in primavera, ma già si gioco una partita decisiva ora con le prossime mosse per la futura Legge di Stabilità con ripercussioni anche sulle novità per le pensioni ovviamente che si attendono e attendevano al suo interno non immediate ma con una delega.

Per rilanciare le novità pensioni occorre la crescita del Paese. Ma da sola evidentemente non basta, considerando la lentezza con cui sta procedendo. Ecco allora che servono manovre espansive, sfruttando i margini di flessibilità consentiti dalle regole europee e aspettando le conseguenze che la riunione della Banca centrale europea di giovedì. Da una parte c'è il quantitative easing cioè l'iniezione di liquidità attraverso l'acquisto di titolo di Stato, dall'altra c'è lo sforzo di tenere sotto controllo lo spread, fondamentale per i conti pubblici. Si tratta di operazioni centrali per la previsione di novità sulle pensioni nel medio e nel lungo periodo.

Nei prossimi giorni, l'Italia dovrebbe ricevere dalla Commissione europea una lettera di richiamo poiché l'andamento dei conti manifesta una "significativa deviazione" dal percorso di aggiustamento. E non si tratta naturalmente di una buona notizia nella prospettiva delle novità pensioni. Da tempo l'Italia sta infatti cercando di spuntare margini di flessibilità rispetto ai vincoli del Patto di stabilità. In assenza di crescita economica, questo è il solo modo per trovare quelle risorse economiche preziose da investire anche sulle pensione. L'alternativa è prevedere solo piccoli aggiustamenti e correzioni, inadeguati per un vero cambiamento del sistema previdenziale.

In ogni caso, c'è il rischio di una manovra di rientro del valore di 3-4 miliardi di euro, ma intanto il ministro dell'Economia, peraltro sempre piuttosto scettico quando si parla di cambiare le pensioni in Italia, illustra alla comunità finanziaria internazionale le riforme del sistema bancario. Come spiegato dal responsabile di conti pubblici italiani, "il compito della politica è dare più certezze ai mercati sul fatto che siamo impegnati a rilanciare la crescita". Il punto è che non c'è convergenza di vedute sui margini di flessibilità tra Roma e Bruxelles.

Per capire fino a che punto queste turbolenze nei rapporti avranno conseguenze nelle strategie dell'esecutivo, occorre attendere la stesura del Documento di economia e finanza che Palazzo Chigi presenterà nel mese di aprile. Stando a quanto si apprende, l'esecutivo rivedrà in senso peggiorativo le stime di crescita e i saldi di finanza pubblica prospettati lo scorso settembre. Va da sé allora che l'ottimismo sulle novità pensioni è destinato a scemare. Sembra ripetersi lo stesso schema dello scorso anno, quando dal Def non erano arrivati segnali incoraggianti sulle pensioni e la prova definitiva si era avuta con la manovra approvata sul finire dell'anno, che non era andata al di là dell'introduzione di cambiamenti correttivi e non strutturali.

Sono stati quindi scartati, e lo saranno ancora, ipotesi come l'applicazione di quota 100 o l'estensione del sistema di calcolo contributivo per tutti i lavoratori in attività, le mini pensioni a favore di chi, over 55 senza lavoro, non ha ancora maturato i parametri per il congedo, e la staffetta generazionale. Qualche spiraglio in più per l'assegno universale, ma anche in questo caso Roma e Bruxelles devono mettersi d'accordo su chi paga.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il