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Pensioni non ci sono novità positive tutt'altro e si pensa di pagare le pensioni per preti e clero in difficoltà

Non ci sono nuove positive per le pensioni, anzi le novità stentano a decollare eppure le coperture per problemi a latere sembra ci siano sempre




PENSIONI novità E PENSIONI ULTIME NOTIZIE ULTIMISSIME: Come abbiamo detto sotto e ormai in tante ultime e ultimissime notizie, non ci sono novità per le pensioni positive anche si tenta di costruire le basi, ma gli ostacoli continuano ad essere molti e non si percepisce neppure una realtà volontà e costante sul da farsi. Senza dimenticare le crisi dei conti dell'Istituto di Previdenza che vengono sempre più sottolineate e nonostante questo ora viene fuori la novità che si sarebbe pronti a pagare le pensioni dei preti e del clero in crisi. Un paradosso vero e proprio che vedremo dopo nei dettagli.

Si celebra domani, martedì 8 marzo, la Festa della Donna 2016 ma in realtà sembra che nel nostro Paese non ci sia nulla da festeggiare, soprattutto in merito ad alcune questioni sociali, tra cui le pensioni. Le ultime notizie, infatti, continuano ad essere negative, rimandando ancora ogni novità in merito. E se piani di quota 100, quota 41, mini pensioni saranno probabilmente affrontati nelle prossima Manovra, stando alle ultime notizie rese note da diversi esponenti dell’esecutivo tra cui il ministro del Lavoro, ora si torna a parlare di contributivo donna. In tal senso, proprio alla vigilia della loro festa, si potrebbe dire che in una situazione di particolare confusione in cui si cercano soluzioni per rendere più flessibile l’attuale legge, sono proprio loro le più colpite.

Innanzitutto, nonostante la proroga del contributivo donne ancora per quest’anno, che permetterà a tutte le lavoratrici di andare ancora in pensione prima, a 57 anni per le dipendenti e a 58 per le autonome, con almeno 35 anni di contributi e accettando di percepire una pensione ridotta perché interamente calcolata con sistema contributivo, le novità non confermano un ulteriore slittamento di questo sistema fino al 2018, come era stato chiesto da diverse forze politiche e sociali. E’ un blocco che non si spiega, considerando che il fondo messo a disposizione, circa 2,5 miliardi di euro, è piuttosto esagerato solo per quest’anno. E si fanno largo diverse strade: è possibile infatti che queste risorse vengano o impiegate per prorogare ancora questo meccanismo o per l’introduzione di altre novità per le pensioni.

Ma bisogna fare i conti con l’Unione europea contraria, da sempre a novità per le pensioni nel nostro Paese, ma che ha richiamato l’Italia anche per il contributivo donna, ritenendo che si tratti di una ingiusta differenza di trattamento pensionistico che viene riservato a uomini e donne. Per evitare una ulteriore procedura di infrazione, è possibile o che l’Italia si avvii, come già nei progetti alla cancellazione di questo sistema, o che equipari questo meccanismo anche agli uomini.

Eppure qualcosa, al pari delle altre novità per le pensioni, bisognerebbe farla per le donne, considerando che sono quelle spesso alle prese con lavori più faticosi, come insegnanti o badanti, ma anche ormai avviate in lunghe carriere professionali di elevato impegno, come avvocati, giornaliste, magistrati e che, insieme alle loro pesanti occupazioni, devono poi occuparsi della cura della famiglia. E’ chiaro ed evidente come si possa equiparare effettivamente la loro età di uscita a quelli degli uomini e l’invito all’esecutivo è riflettere anche su questa questione.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il