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Pensioni nuove coperture e novità calcolo coperture ricevute da Comitato Ristretto per novità mini pensioni, quota 100, quota 41

Quanto costerebbero i sistemi di uscita prima, novità e costi stimati: alla luce degli ultimi numeri sembra che poco si potrà fare per ora




Dopo settimane di riunioni e incontri, il Comitato ristretto per le pensioni a Montecitorio ha fornito dati e numeri sulle risorse che sarebbero necessarie per l'attuazione di novità per le pensioni. E si tratta di ultime notizie che, come si temeva, non lasciano certo sperare che qualcosa si positivo possa essere fatto nel breve periodo per piani di quota 100, mini pensione, quota 41 e assegno universale. Secondo quanto comunicato, infatti, dall'Istituto di Previdenza al Comitato, per l’uscita prima, come proposto dal presidente dell’Istituto di Previdenza, anticipata di tre anni, cioè a 63 anni e 7 mesi e 35 di contribuzione e una penalizzazione annua del 3% che per tre anni arriverebbe ad un massimo del 9% sono previsti 1,5 miliardi dal 2017, 2,5 miliardi dal 2018 e 3 miliardi dal 2019.

Pensando di approvare, tra le novità, anche la quota 41, che permetterebbe a tutti di andare in pensione con 41 anni di contributi senza alcun limite di età, nel caso si approvasse senza penalizzazioni il costo sarebbe di 1,5 miliardi, che per tre anni significherebbero 4,5 miliardi. Le previsioni dell’Istituto di Previdenza si basano su una percentuale di lavoratori che deciderebbero di andare in pensione del 70% ma che a fronte di tali penalizzazioni potrebbe anche decidere di rimanere tre anni ancora a lavoro.

Diversa sarebbe invece per i lavoratori che hanno iniziato a lavorare sin da giovanissimi: in questi casi, infatti, il sistema di quota 41 varrebbe per relativamente poche persone, considerando d’ora in poi saranno decisamente pochissimi coloro che riusciranno ad accumulare 41 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica.

In tal caso, secondo l’Istituto di Previdenza, non si tratterebbe di costi effettivi per l’introduzione di questa novità in uscita quanto di differimento di quanto percepito, tra i contributi lungamente versati nel corso di un’attività lunghissima e un assegno derivante da un calcolo che, se a fronte di penalità, certo non ridarebbe a questa categoria di lavoratori quanto effettivamente spetterebbe.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il