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Pensioni ultime notizie prospettive e novità tra Delega, Fondo Povertà,Def,Testo Unico per novità mini pensioni,quota 41,quota 100

Percorsi intrapresi dall’esecutivo che potrebbero portare alla definizione di novità per le pensioni: quali sono e cosa aspettarsi




PENSIONI novità E PENSIONI ULTIME NOTIZIE ULTIMISSIME: Sul testo Unico continua ad impegnarsi il Comitato Ristretto che ora ha uno strumento in più ovvero le coperture reali necessarie che occorrono per quota 100, mini pensioni e quota 41 date dall'Istituto Previdenza come si era richiesto da molto tempo. Il Tetso Unico verte principalmente su quota 100, ma anche quota 41 e trova almeno a parole la convergenza di tutti i rappresentanti. Si spera in una accelerazione.

PENSIONI novità E PENSIONI ULTIME NOTIZIE ULTIMISSIME: Su quattro direttrici principali si muovono le novità per le pensioni o, comunque, gli iter dove ci potrebbero essere i cambiamenti tanto auspicati. Li abbiamo visti sotto e li approfondiremo uno per uno con tutte le ultime notizie e ultimissime arrivate e in arrivo.

I percorsi che l’esecutivo sta seguendo e le strade che sta percorrendo per arrivare alla definizione di novità per le pensioni, tra quota 100, mini pensioni, o quota 41, sono diversi e le ultime notizie sono sempre più ricche e interessanti anche se non lasciano presagire poi cambiamenti positivi da attuare nell’immediato. I diversi percorsi partono dalla messa a punto del nuovo Def, il Documento di Economia e Finanza che pone le basi per le misure da inserire nella prossima Manovra in base alle risorse economiche disponibili. La sua prima stesura dovrebbe arrivare il 10 aprile per poi essere presentato ufficialmente il 30 dello stesso mese. Prima, però, che venga ben definito, bisognerà capire se il premier, come riportano le ultime notizie, potrebbe fare una mossa a sorpresa presentando il piano di taglio delle tasse annunciato, e che porterebbe portare conseguenti aumenti degli stipendi.

Più difficilmente questa sorpresa potrebbe riguardare novità per le pensioni, considerando innanzitutto i costi stimati e che sarebbero elevati, e poi il fatto che manca ancora una soluzione condivisa tra tutti, tra forze politiche, forze sociali e Istituto di Previdenza. La sorpresa potrebbe arrivare in vista delle prossime elezioni, dopo i risultati delle primarie a Napoli e Roma, proprio per portare l’esecutivo a conquistare nuovi consensi. Ma mancano conferme per novità in tal senso.

Insieme al Def, continua l’iter per l’approvazione del Fondo povertà, anche se questa settimana non è prevista alcuna discussione in merito, ma non è una sorpresa. I tempi per la sua approvazione sono infatti lunghi, dovrebbe durare due il suo iter e potrebbe avere conseguenze anche sulle pensioni, considerando i tagli alle prestazioni assistenziali previsti, che però, sottolineiamo, escludono assolutamente le pensioni alle vedove che, come precisato, non saranno toccate. I tagli saranno previsti per le prestazioni agevolate legate all'Isee e vale a dire assegno sociale, integrazione del trattamento minimo, pensione indiretta, quattordicesima, maggiorazione sociale del trattamento minimo, assegni familiari erogati dai Comuni.

Si continua, quindi, a studiare per capire se inserire se inserire una delega nella prossima Manovra finanziaria di dicembre e si vedrà se agire in tal senso solo una volta definito il nuovo DEF e in base al quale si capirà poi se si potrebbe lavorare per novità per le pensioni con tale delega, collegata alla Manovra visto che diversi esponenti dell’esecutivo hanno annunciato l’ipotesi di inserire novità per le pensioni nella prossima Manovra, o con decreti attuativi, che farebbero entrare in vigore le novità previste già dal prossimo anno.

E si continua a lavorare anche sul Testo Unico, quello che cerca di portare avanti il Comitato Ristretto per le pensioni a Montecitorio e con le ultime notizie rese note sui conti dall’Istituto di Previdenza probabilmente si potrà lavorare più semplicemente. Sono stati infatti definiti i costi per l’attuazione di novità come l’uscita prima a 63 anni e sette mesi con almeno 20 anni di contributi e penalizzazioni che arriverebbero al 9% ma necessarie per compensare i 5, 7 miliardi di euro che servirebbero. Risorse minori servirebbero per la quota 100 che, secondo alcuni esperti, potrebbe non prevedere penalizzazioni lasciando, d’altro canto, al lavoratore la liberta di scegliere quando andare in pensione, se a 60 anni di età con 40 anni di contributi, o a 61 anni di età con 39 anni di contributi, ecc, purchè la somma tra età anagrafica ed età previdenziale sia 100 come risultato.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il