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Pensioni riunioni, novitÓ, decisioni Bce e Comitato Ristretto per novitÓ riforma pensioni, quota 100, quota 41, mini pensioni

Attesa nuova riunione della Bce e prossimi incontri Comitato ristretto per discussioni novitÓ pensioni ed eventuali cambiamenti: prospettive




PENSIONI novità E PENSIONI ULTIME NOTIZIE ULTIMISSIME: Sono sicuramente importanti e centrali le riunioni che si avranno delle Banca Centrale Europea e del Comitato Ristretto per le novità sulle pensioni seppur su differenti livelli e per ambiti operativi diversi ma che potranno e lo faranno sicuramente condizionare il già difficile percorso delle pensioni confermato dalle numerose  ultime notizie e ultimissime.

E’ l’appuntamento forse più atteso di questa settimana cioè la nuova riunione della Bce che si terrà giovedì il 10 marzo, che potrebbe avere, come riportano le ultime notizie, importanti conseguenze anche per l’attuazione di novità per le pensioni. Seppur infatti in maniera indiretta, l’esito della riunione di giovedì potrebbe rivelarsi decisiva: se, infatti, si dovesse verificare un abbassamento dello spread, ora al di sopra dei 100 punti, il Pil migliorerebbe e questa sarebbe una condizione imprescindibile per la realizzazione di novità per le pensioni.

Si è sempre detto, infatti, che i cambiamenti dell’attuale legge potrebbero essere messi in atto concretamente in maniera più facile se l’economia migliorasse, favorendo un ‘ammorbidimento’ dei requisiti attualmente richiesti, troppo rigidi considerando l’allungamento dell’età pensionabile scattato a gennaio di quest’anno. E’ infatti salita l’età di uscita, passata da 63 anni e tre mesi a 66 anni e sette mesi, quattro mesi in più dunque, scattati per l’adeguamento all’aspettativa di vita Istat.

Le ultime notizie confermano poi che tra domani, mercoledì 9 marzo, e giovedì 10 si terrà un nuovo incontro del Comitato ristretto per le pensioni a Montecitorio e sarà l’occasione per presentare una serie di interrogazioni scritte, soprattutto dopo gli ultimi dati resi noti sui conti per eventuali novità per le pensioni dallo stesso Istituto di Previdenza, e dopo le due interrogazioni della scorsa settimana, una per capire se fosse possibile impiegare i fondi europei  e a cui è stato risposto che sono stati impiegati al momento per le politiche attive di sostegno all’occupazione giovanile; e una sulle previsioni dei sistemi per uscire prima per persone che si occupano di anziani e a cui è stato risposto che tale questione sarà ripresa in un’ottica di revisione generale delle risorse disponibili.

Due, in particolare, gli argomenti  le novità per le pensioni che dovrebbero essere in discussione durante le prossime riunioni del Comitato, ricalcolo degli assegni più alti per favorire l’approvazione di piani come quota 100, quota 41 e il piano congiunto quota 100, quota 41. E’ inoltre in programma in questi giorni, secondo quanto riferiscono le ultime notizie, un’udienza informale con i dirigenti dell’Istituto di Previdenza per discutere il ricalcolo delle pensioni più alte, con riferimento particolare alla norma depositata e che si collega a tutte le altre per il reperimento di fondi e per l’attuazione di piani come quota 100, quota 41, mini pensioni.

Per oguno di questi sistemi, infatti, sevirebbero ulteriori fondi che, però, nel lungo periodo verrebbero recuperati grazie alle penalizzazioni che ognuno di essi prevede a carico del lavoratore che decide di andare in pensione prima. Se per la quota 100, che permette di andare in pensione a qualsiasi età, a partire da 60 anni, purchè la somma tra età anagrafica ed età contributivo dia 100 come risultato, per esempio, 60 di età e 40 di contributi, 61 anni di età e 39 di contributi, 62 anni di età e 38 di contributi, le risorse da impiegare non sarebbero poi così elevate, secondo le stime di alcui esperti, per la mini pensione, che permetterebbe di andare in pensione due, tre anni prima rispetto all'attuale soglia dei 66 anni attraverso l'erogazione di un prestito che dovrebbe poi essere restituito quando si maturano i requsiti richiesti ufficialmente, bisognerebbe restituire ben due terzi di quanto percepito.

Discorso a parte per la quota 41, che prevede l'uscita per tutti con 41 anni di contributi e indipendentemente dalla soglia di età, che secondo alcuni dovrebbe essere accompagnata da penalizzazioni e secondo altri, comprese le forze sociali, non dovrebbe prevedere penalizzazioni. In questo contesto si inserisce anche la discussione sulle novitàà che riguardano l'assegno universale, che dovrebbe essere modulato secondo quanto previsto dall'Istituto di Previdenza, vale a dire del valore di 500 euro, per gli over 55 che restano senza lavoro e non possono ancora andare in pensione, e a cui sommare eventuali bonus se nel nulceo familiare vi sono adulti e il cui importo varia a seconda che si tratti di adulti (250 euro) o di soggetti di età inferiore ai 14 anni (150 euro).

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il